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264 - Ipoacusia medicamentosa

[Tempo di lettura: 6 min] 
I farmaci che causano perdita dell'udito, ototossici, hanno per lo più una tossicità diretta sulle cellule ciliate dell’orecchio interno o sul nervo uditivo e causano un’ipoacusia neurosensoriale.

I meccanismi precisi coinvolti in questa tossicità sono spesso poco definiti o addirittura sconosciuti. I farmaci che causano neuropatie periferiche possono causare perdita dell'udito danneggiando il nervo uditivo.


Le ipoacusie medicamentose possono essere uni- o bilaterali, improvvise o progressive. In quest’ultimo caso il legame con l'assunzione del farmaco può richiedere mesi, o addirittura anni, per essere sospettato.

L’ototossicità dipende spesso dalla dose e dalla durata dell'esposizione. La perdita dell'udito può peggiorare quando la terapia viene proseguita, ma anche dopo la sua sospensione.

Diversi fattori aumentano il rischio, tra cui l’età (giovane o avanzata), il tipo di farmaco, la disidratazione o la ridotta eliminazione del farmaco. È importante soprattutto l’insufficienza renale. Alcuni dei farmaci ototossici sono anche nefrotossici (aminoglicosidi, cisplatino, vancomicina, ecc.).

La perforazione del timpano facilita il passaggio di farmaci ototossici sotto forma di gocce auricolari.

Antibiotici

Gli aminoglicosidi hanno un'ototossicità vestibolare e cocleare che è spesso irreversibile. L'ototossicità di solito si verifica da pochi giorni a poche settimane dopo l'inizio del trattamento e a volte è preceduta da acufeni. La somministrazione di aminoglicosidi è da evitare in caso di perforazione del timpano.

La polimixina B (Anauran°, Mixotone°) è ototossica sotto forma di gocce auricolari.

La vancomicina per via endovenosa ha un'ototossicità dose-dipendente, a volte irreversibile. È anche nefrotossica e viene eliminata dai reni. In alcuni casi, l’ipoacusia peggiora dopo la sospensione della terapia. L’effetto sulla capacità uditiva può essere preceduto da acufeni.

I macrolidi possono indurre una perdita uditiva dose-dipendente e per lo più reversibile. È segnalata soprattutto con l'eritromicina endovenosa, ma anche per via orale.

La minociclina ha una tossicità vestibolare che causa vertigini. Raramente sono stati segnalati acufeni e ipoacusia.

Il ceftriaxone può causare perdita uditiva da lieve a moderata in bambini trattati per meningite.

Antimalarici, antimicotici, antivirali

Amfotericina B (anche nefro- e neurotossica), griseofulvina, itraconazolo e terbinafina possono causare sordità.

Chinina e chinidina (usati anche come antiaritmici) sono responsabili di una sindrome nota come cinconismo: acufeni, ipoacusia, vertigini, disturbi visivi, nausea e cefalea. Sono effetti osservati in una certa misura in quasi tutti i pazienti in terapia e di solito si risolvono con la sospensione del farmaco.

Meflochina, clorochina e idrossiclorochina espongono ad acufeni, perdita uditiva neurosensoriale e neuropatie periferiche.

Gli interferoni possono causare una ipoacusia neurosensoriale, il più delle volte unilaterale e reversibile alla sospensione del trattamento.

Antineoplastici

Il cisplatino è il chemioterapico più ototossico. Può causare una sordità dose-dipendente e cumulativa, a volte totale. I fattori aggravanti comprendono la giovane età e la radioterapia dell’encefalo o della base cranica. Il cisplatino è anche nefrotossico ed espone a neuropatie periferiche.

L'ifosfamide, sebbene non sia di per sé ototossica, aumenta la frequenza dei danni uditivi del cisplatino.

Il carboplatino è meno ototossico e meno neurotossico del cisplatino. L’ototossicità si verifica soprattutto ad alte dosi, nell'1% dei pazienti, a volte diversi anni dopo il trattamento.

Gli alcaloidi della vinca, vinblastina e soprattutto vincristina, possono causare sordità totali o parziali, generalmente reversibili dopo la sospensione della terapia.

Altri chemioterapici ototossici comunemente usati sono fluorouracile, bleomicina, mostarde azotate, clormetina, docetaxel e nilotinib, alcuni dei quali causano anche neuropatie periferiche.

Cardiovascolari

I diuretici dell'ansa, come furosemide o bumetanide, possono causare acufeni e ipoacusia, a volte irreversibili, soprattutto con l'infusione endovenosa rapida, o in pazienti con insufficienza renale, o quando associati ad altri farmaci ototossici.
 
Perdita dell'udito si è osservata anche con la furosemide orale in assenza di insufficienza renale o altri farmaci ototossici, e senza esposizione a dosi elevate.

Sono stati segnalati alcuni casi di ipoacusia con l'enalapril, reversibili alla sospensione. Gli ACE-inibitori sono anche nefrotossici.

Antinfiammatori

I FANS possono causare ipoacusia irreversibile. Si tratta di farmaci che hanno anche un effetto nefrotossico. I salicilati, come l'aspirina, a dosi elevate (6-8 g/d), hanno una ototossicità dose-dipendente che si manifesta con acufeni e perdita dell’udito reversibile.

Inibitori della fosfodiesterasi 5

Sono utilizzati nella disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil, avanafil). Espongono a sordità improvvise alla prima assunzione, parziali o totali, il più delle volte unilaterali e irreversibili.



Drug-induced hearing loss.
Prescrire Int. 2014 Dec;23(155):290-4







Gilberto Lacchia - Pubblicato 28/03/2021 - Aggiornato 28/03/2021

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