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Visualizzazione dei post con l'etichetta RISCHIO CARDIOVASCOLARE

576 - Colesterolo LDL in prevenzione secondaria: meno è meglio?

Le linee guida del 2019 della ESC hanno indotto un trattamento molto aggressivo dell'ipercolesterolemia. È un approccio solidamente dimostrato dalle evidenze? [Lettura 6 min] Dalla pubblicazione delle linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) del 2019 sulla gestione delle dislipidemie sono state sollevate obiezioni sull’abbassamento dei target di colesterolo LDL raccomandati, in particolare in prevenzione secondaria. Soprattutto da parte degli specialisti, dopo la pubblicazione di queste linee guida, l’approccio al trattamento è molto più aggressivo.   Nel 2022 la rivista Prescrire aveva pubblicato un articolo di commento esponendo considerazioni tuttora valide. Riassumo qui i concetti principali di quell’articolo che, nello stile di Prescrire , chiarisce quali sono le evidenze su cui si è basata l'ESC e pone alcune domande che mettono in dubbio quelli che potrebbero sembrare dogmi ormai indiscussi (che non esistono nella scienza). L’articolo solleva alcuni inter...

573 - Omega-3: schede tecniche aggiornate... ma non troppo.

A fine 2023 l'EMA ha richiesto una correzione delle schede tecniche degli acidi grassi polinsaturi omega-3. I redattori della rivista Prescrire, tuttavia, ritengono che l'aggiunta approvata sia incompleta e il rischio sia stato minimizzato. [Lettura 5 min]

556 - Terapia con statine e aumento del rischio di diabete

È ormai noto che la terapia con statine aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2. Una metanalisi ha valutato l'entità di questo rischio. [Lettura 4 min] Si stima che per ogni 100-250 persone trattate con statine per 2-5 anni, una persona in più svilupperà un diabete attribuibile all'assunzione della statina. È stata da poco pubblicato una metanalisi condotta per valutare l’aumento del rischio di diabete di tipo 2 nei pazienti trattati con statine. Nella metanalisi sono stati inclusi 19 studi randomizzati controllati sulla terapia con statine, che hanno coinvolto oltre 123.000 partecipanti e con un follow-up mediano di 4,3 anni. Tutti gli studi randomizzati e controllati in doppio cieco sulla terapia con statine avevano un follow-up di almeno 2 anni e con almeno 1.000 partecipanti. La metanalisi ha valutato gli effetti della terapia con statine sul diabete di nuova insorgenza e sul peggioramento del compenso glicemico nei diabetici. I dati includevano la tempistica ...

541 - Diabete, FANS e insufficienza cardiaca

L'uso di FANS a breve termine può aumentare il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca nei diabetici. [Lettura 6 min] Il diabete mellito di tipo 2 (DT2) è stato associato alla cardiomiopatia, all'insufficienza cardiaca (IC) subclinica e alla compromissione della funzione renale. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono causare ritenzione di liquidi e sono da tempo associati a un maggior rischio cardiovascolare. Il rischio cardiovascolare dei FANS, e in particolare il rischio di IC associato, è ben noto. L'inibizione della ciclossigenasi (COX)-1 e -2 e gli effetti derivati su reni, cuore, endotelio e piastrine sono stati attribuiti a queste associazioni. L'uso di FANS nei pazienti con DT2, quindi, potrebbe aumentare il rischio di ricovero per IC peggiorando un'IC subclinica già presente o alterando il bilancio idrico. Poiché i FANS sono tra i farmaci più utilizzati in tutto il mondo e la prevalenza di DT2 è in aumento, le implicazioni in questo ...

516 - Terapia antiaggregante: sintesi delle raccomandazioni NICE

Sul sito Clinical Knowledge Summaries (CKS), gestito dal National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico, sono state recentemente aggiornate le raccomandazioni per la terapia antiaggregante. [Lettura 3 min] Sono disponibili quattro tipi di farmaci antiaggreganti: Aspirina : è un inibitore irreversibile della ciclo-ossigenasi e blocca la produzione di trombossano. Clopidogrel , prasugrel e ticagrelor : bloccano il recettore piastrinico P2Y12. Inibiscono il legame di ADP/ATP al loro recettore piastrinico, bloccando così l'attivazione e l'aggregazione piastrinica. Dipiridamolo : ha proprietà antiaggreganti e vasodilatatorie. È un inibitore della fosfodiesterasi III e inibisce la degradazione dell'AMP ciclico (cAMP), con conseguente aumento del cAMP nelle piastrine e nei vasi sanguigni, inibendo l'aggregazione. Inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ( p.es . abciximab, eptifibatide e tirofiban): bloccano il legame del fibrinogeno ai recettori della gli...

495 - Statine e rischio di diabete

[Tempo di lettura: 8 min]  Dopo più di quarant’anni di utilizzo in terapia delle statine, è ormai assodato che, oltre all’indiscusso beneficio sulla riduzione del rischio cardiovascolare, questi farmaci aumentano il rischio di diabete di tipo 2 attraverso una serie di effetti metabolici. È un dato che va tenuto presente, soprattutto in prevenzione primaria. Le statine sono state scoperte negli anni ‘70 e sono in commercio da metà degli anni ‘80. Agiscono come ipocolesterolemizzanti inibendo la 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA (HMG-CoA) reduttasi, che catalizza la principale fase limitante della sintesi del colesterolo nel fegato. Hanno benefici ben assodati in termini di riduzione del colesterolo LDL e del rischio cardiovascolare. Da circa 20 anni, tuttavia, si è osservato un aumento del rischio di diabete nei pazienti trattati, dopo follow-up di 3-6 anni. La loro associazione con un aumento del rischio di diabete di nuova insorgenza ha portato la FDA ad approvare una revisione del...

494 - FANS e insufficienza cardiaca

[Tempo di lettura: 7 min]  L’aumento del rischio cardiovascolare indotto dai FANS è stato ben definito negli ultimi vent'anni. Studi recenti hanno valutato il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca e utilizzo, anche per periodi brevi, di FANS nella popolazione generale e in gruppi a maggior rischio, come i diabetici. I primi FANS sono stati introdotti più di un secolo fa e la maggior parte di quelli comunemente utilizzati sono stati registrati in un'epoca in cui non era richiesta una solida documentazione sulla sicurezza. Ancora oggi esistono pochi studi randomizzati destinati a stabilire il profilo di sicurezza. A fine anni ‘90, con l'introduzione degli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi (COX) 2, sono state sollevate preoccupazioni sull’aumento del rischio cardiovascolare. Il rofecoxib (Vioxx°), approvato dalla FDA nel 1999, è stato ritirato dalla Merck nel 2004 a causa dell'aumento del rischio di infarto miocardico e ictus associato soprattutto...

470 - 🔎 APPROFONDIMENTO: Gliflozine

[Tempo di lettura: 12 min]  Gli inibitori dell’SGLT-2, o gliflozine, sviluppati come antidiabetici, negli anni hanno rivelato effetti positivi sul rischio cardiovascolare, soprattutto nello scompenso cardiaco, e sulla funzione renale. Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2), detti anche gliflozine, sono stati sviluppati per la gestione del diabete mellito. Meccanismo e sito d'azione L'SGLT1 è un cotrasportatore sodio-glucosio ad alta affinità, ma a bassa capacità, situato principalmente nell'intestino tenue e nella membrana apicale del tubulo prossimale. Riassorbe circa il 10% del glucosio filtrato. L'SGLT2 è un cotrasportatore sodio-glucosio a bassa affinità, ma ad alta capacità, espresso quasi esclusivamente nella membrana apicale del tubulo prossimale e responsabile del riassorbimento di circa il 90% del glucosio e del 65% del sodio nel filtrato. Sia SGLT2 che SGLT1 sfruttano il gradiente elettrochimico di Na+ attraverso la membrana apic...

450 - Omega-3 e fibrillazione atriale

[Tempo di lettura: 5 min]  L’integrazione con acidi grassi omega-3 è ancora indicata nell’ipertrigliceridemia. Due recenti metanalisi, tuttavia, mettono in evidenza un rischio dose-dipendente di fibrillazione atriale. Sulla base di questi dati il rapporto rischio/beneficio della terapia di integrazione sembra nettamente sfavorevole e ne mette in questione l’utilizzo. Gli acidi grassi polinsaturi omega-3 sono presenti in diversi alimenti, in particolare nei pesci grassi (salmone, tonno, ecc.) e negli oli da questi derivati. Nel 2018, a causa della mancanza di efficacia dimostrata nella prevenzione di un nuovo evento cardiaco dopo un infarto miocardico, per i farmaci contenenti esteri etilici dell'acido eicosapentaenoico e dell'acido docosaesaenoico l’EMA ha revocato l’indicazione della prevenzione cardiovascolare secondaria. Quesi farmaci rimangono autorizzati nell’ipertrigliceridemia “quando la risposta alle diete e ad altre misure non farmacologiche da sole si sia dimostrat...

419 - Inibitori della PCSK9

[Tempo di lettura: 11 min]  Dal 2003, quando è stato scoperto l’enzima PCSK9, sono stati sviluppati farmaci per la terapia dell’ipercolesterolemia. Negli ultimi anni gli anticorpi monoclonali sono utilizzati con sempre maggiore frequenza, oltre che nell’ipercolesterolemia famigliare, anche nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. I farmaci che si basano sulla tecnica siRNA hanno ancora un utilizzo di nicchia e pochi dati che permettano di giudicarne efficacia e sicurezza. Le proproteine convertasi sono una famiglia di serin-proteasi coinvolte nella conversione di precursori di proteine secretorie (ormoni, enzimi e recettori) in molecole bioattive. La PCSK9 ( Proprotein Convertase Subtilisin/Kexin-type 9 ) è stata descritta per la prima volta nel 2003. Nella sua forma attiva, la PCSK9 regola i recettori della superficie cellulare; in particolare, regola la degradazione del recettore LDL (LDL-R) in risposta alle concentrazioni di colesterolo intracellulare. L'enzima codificat...