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Visualizzazione dei post con l'etichetta RITONAVIR

518 - Nirmatrelvir/ritonavir: a chi serve veramente?

Uno studio canadese evidenzia che il beneficio della terapia è dimostrabile solo in pazienti immunodepressi e non in tutti i pazienti considerati a rischio. [Lettura 4 min] Lo studio randomizzato EPIC-HR, che ha portato all'approvazione di nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid°) per i pazienti ambulatoriali affetti da COVID, è stato condotto in gran parte nel 2021, prima della comparsa della variante Omicron, e ha dimostrato che il farmaco riduceva il rischio di ricovero o morte nei pazienti ad alto rischio non vaccinati. Uno studio successivo, EPIC-SR, condotto tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022 su pazienti "a rischio standard", non ha mostrato benefici statisticamente significativi. Nel giugno 2022 Pfizer ha annunciato la chiusura dello studio EPIC-SR, che non è stato pubblicato, "a causa di percentuali molto basse di ricovero o morte osservate nella popolazione di pazienti a rischio standard". Nirmatrelvir/ritonavir non era associato a una riduzione dei ...

425 - Efficacia del nirmatrelvir in era Omicron

[Tempo di lettura: 2 min] ⚡ NOTIZIA FLASH ⚡ Uno studio retrospettivo e osservazionale, condotto in Israele su una popolazione con alti tassi di immunità pregressa, ha rilevato che la terapia con nirmatrelvir si associava a un miglioramento degli esiti clinici soprattutto in soggetti over65. Nirmatrelvir/ritonavir (N/R; Paxlovid°) è autorizzato per il trattamento di pazienti con COVID non ricoverati, ad alto rischio di complicanze. L’indicazione si basa sullo studio EPIC-HR che ha mostrato una riduzione dell'88% di ricoveri e decessi. EPIC-HR, tuttavia, è stato condotto su soggetti non vaccinati, in un periodo in cui predominava la variante Delta. Un recente studio, condotto in Israele, ha valutato l’associazione N/R su soggetti di età ≥40 anni, in una grande organizzazione sanitaria israeliana, durante l'era Omicron. In questo studio retrospettivo di coorte, sono stati confrontati gli esiti di 3902 pazienti trattati con N/R rispetto a 105.352 non trattati. L...

418 - Ricadute di COVID-19 dopo terapia antivirale orale

[Tempo di lettura: 6 min]  Dopo l'introduzione della terapia antivirale con nirmatrelvir/ritonavir sono stati descritti casi di ricadute cliniche della malattia dopo la terapia antivirale. I pazienti sono contagiosi durante la ricaduta.. Si tratta di situazioni solitamente benigne che richiedono una terapia sintomatica. Nei 6 mesi successivi all'introduzione di due nuovi farmaci antivirali orali attivi contro SARS-CoV2, sono state descritte ricadute cliniche dopo il trattamento con nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid°). Alcuni ricercatori hanno suggerito che un fenomeno simile si possa verificare anche con molnupiravir. Sono in corso studi preliminari nei quali si sta cercando di capire frequenza, eziologia e implicazioni cliniche di queste ricadute. Attualmente non esiste una definizione universalmente accettata di "ricaduta" di COVID associata al trattamento antivirale; tuttavia, i CDC statunitensi descrivono la ricaduta come recidiva dei sintomi di COVID o nuovo te...

395 - 🔎 APPROFONDIMENTO: Nirmatrelvir + ritonavir

[Tempo di lettura: 11 min]  L’associazione nirmatrelvir/ritonavir a breve sarà disponibile per la dispensazione in farmacia. Può essere utilizzata in pazienti adulti, con sintomi da meno di 5 giorni, con almeno un fattore di rischio per COVID grave e senza necessità di ossigenoterapia. L'associazione di nirmatrelvir + ritonavir (Paxlovid°) è indicata per il trattamento del COVID negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia e che sono a rischio elevato di progressione a COVID grave. Alcuni fattori di rischio aumentano il rischio di evoluzione in COVID grave: immunosoppressione; malattie cardio- o cerebrovascolari; diabete; obesità; pneumopatie croniche; neoplasie; insufficienza renale cronica; ipertensione arteriosa. In vitro, nirmatrelvir inibisce la proteasi  3CL pro  di SARS-CoV2: ciò impedisce l'elaborazione dei precursori poliproteici del virus e quindi inibisce la replicazione virale. Negli esseri umani, dopo la somministrazione orale, nirmatrelvir è ampiam...

368 - Farmaci anti-COVID orali: nirmatrelvir/ritonavir

[Tempo di lettura: 8 min]  L’associazione nirmatrelvir/ritonavir ha dimostrato una certa efficacia antivirale in pazienti adulti, con sintomi da meno di 5 giorni, non vaccinati, con sierologia negativa e senza necessità di ossigenoterapia. L’uso sarà probabilmente limitato dalle numerose interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose. Il 27 gennaio 2022, l'EMA ha emesso un parere positivo per l’autorizzazione dell’associazione nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid°) nell'Unione europea. I pazienti potenzialmente trattabili sono adulti, con COVID sintomatico da non più di 5 giorni, senza necessità di ossigenoterapia e ad alto rischio di progressione verso una forma grave. In vitro, nirmatrelvir inibisce la proteasi 3CL pro di SARS-CoV2: ciò impedisce la produzione di precursori poliproteici virali e quindi la replicazione virale. Dopo la somministrazione orale, il nirmatrelvir è ampiamente metabolizzato dall'isoenzima CYP3A4 del citocromo P450. Il ritonavir non ha atti...