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314 - Macrolidi e acufeni

[Tempo di lettura: 3 min]  I macrolidi possono essere ototossici, soprattutto quelli a emivita più lunga e quando vengono utilizzati per periodi prolungati. I macrolidi appartengono a una delle classi di antibiotici più comunemente prescritti in tutto il mondo. Sono indicati per infezioni atipiche delle vie aeree, malattie sessualmente trasmesse e infezioni gastrointestinali da Helicobacter pylori o Campylobacter . Oltre all'effetto antibiotico, hanno effetti immunomodulatori e antivirali. Per alcune indicazioni (p.es. infezioni da micobatteri non tubercolari, infezione da Helicobacter pylori ) la terapia può protrarsi per periodi anche molto lunghi. L’ototossicità dei macrolidi è già stata notata in passato, ma gli studi in merito avevano fornito risultati non coerenti tra loro. In uno studio olandese pubblicato di recente sono descritte le analisi trasversali e longitudinali sulla ototossicità legata ai macrolidi nei partecipanti al Rotterdam Study (iniziato nel 1989 per st...

70 - Attualità in tema di eradicazione dell'Helicobacter pylori

Nel 1893 l'Helicobacter pylori (HP) veniva osservato per la prima volta da Giulio Bizzozzero all'università di Torino. L'infezione interessa circa il 50% della popolazione mondiale, ma ci sono voluti 90 anni perché venisse riconosciuto il ruolo dell'HP nell'ulcera gastrica e duodenale e come fattore di rischio per linfomi tipo MALT e adenocarcinomi gastrici. La diagnosi può essere fatta con l'urea breath test, il test sulle feci con anticorpi monoclonali e la sierologia. I test sierologici possono essere utili come screening di massa o in pazienti nei quali non è possibile sospendere gli inibitori di pompa, ma non possono essere utilizzati come conferma dell'eradicazione. I test sulle feci, al contrario, individuano solo l'infezione attiva, sono più economici del breath test e richiedono una sospensione degli inibitori di pompa per le due settimane precedenti, ma sono meno influenzati da questi farmaci rispetto al breath test. Una strategia che p...

17 - Claritromicina: antibiotico problematico nei politrattati

Tempo di lettura: 2 min In un comunicato dell'altro ieri, la FDA ha annunciato che modificherà le avvertenze della claritromicina aggiungendo un Warning relativo ai pazienti cardiopatici. Ai medici viene consigliato di utilizzare un antibiotico diverso in questi pazienti: in uno studio danese di dieci anni (CLARICOR Trial) si è osservato che i pazienti coronaropatici avevano un aumento del rischio di problemi cardiaci e della mortalità dopo un utilizzo di due settimane di claritromicina. Parlando sempre di claritromicina, ecco un caso clinico emblematico: una paziente di 75 anni in terapia con ASA, bisoprololo, ranolazina e ACE-inibitore, ha consultato il medico di famiglia per un'infezione respiratoria. Le è stata prescritta claritromicina 500x2. Nonostante il miglioramento della problematica respiratoria, la paziente ha di nuovo chiamato il medico quattro giorni dopo dicendo di sentirsi particolarmente male quando si alzava (senso di lipotimia, sudorazione). Dato che r...