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Visualizzazione dei post con l'etichetta NEOPLASIE

502 - Agonisti GLP-1 e cancro della tiroide

[Tempo di lettura: 7 min]  Uno studio francese caso-controllo su più di 45.000 diabetici di tipo 2 ha suggerito che il rischio di neoplasie tiroidee aumenti di circa 1,5 volte in chi assume un agonista del recettore GLP-1 per almeno 1 anno. Gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), exenatide, liraglutide, dulaglutide e semaglutide, sono farmaci comunemente utilizzati nel trattamento del diabete di tipo 2. Inducono l'attivazione diretta del recettore GLP-1 stimolando la secrezione pancreatica di insulina in modo dipendente dal glucosio e inibendo contemporaneamente la secrezione di glucagone. Studi preclinici avevano fatto ipotizzare che i GLP-1 RA avessero effetti sulla tiroide, favorendo tumori della tiroide, soprattutto il carcinoma midollare della tiroide (a cellule C). I recettori GLP-1 sono espressi nei tessuti della tiroide e gli studi di cancerogenicità in ratti e topi hanno dimostrato un aumento del rischio di carcinoma midollare dose-dipendente e proporzionale al...

215 - Calo ponderale e neoplasie occulte

Calo ponderale e neoplasie occulte - Blog Prescrivere Tempo di lettura: 3 min In medicina generale la perdita di peso senza causa evidente ha una prevalenza di circa l'1,5%. Il rischio di neoplasia occulta in soggetti che presentano come unico sintomo una perdita di peso inattesa è generalmente basso, inferiore al 3%, cioè sotto la soglia alla quale gli esperti britannici raccomandano di avviare accertamenti urgenti (da effettuare entro 2 settimane) per valutare la presenza di un tumore maligno. Il calo ponderale (CP) inatteso è un sintomo aspecifico e può essere causato da una vasta gamma di condizioni organiche benigne o gravi, scelte di stile di vita e fattori socio-economici.  La diagnosi differenziale comprende l'insufficienza cardiaca avanzata, la BPCO, l'insufficienza renale o pancreatica, il malassorbimento e malattie endocrine; dopo un follow-up prolungato, nel 25% dei casi non si trova una diagnosi che spieghi la perdita di peso. Mancando linee guida che o...

159 - Markers tumorali in medicina generale

Tempo di lettura: 6 min In medicina generale ci troviamo spesso di fronte a pazienti con sintomi che potrebbero essere riferiti a una neoplasia occulta (→ post precedente ). Molti di questi sintomi, tuttavia, sono aspecifici e a basso rischio, e anche i più noti sintomi di "allarme" hanno valori predittivi positivi relativamente bassi per un tumore maligno. Alcuni esami "di triage" possono fornire indizi utili che aiutano a identificare i pazienti da inviare a indagini di secondo livello, e soprattutto possono indirizzare verso la sede di un tumore maligno sottostante. Altri esami sono particolarmente utili quando i sintomi del paziente sono vaghi e potrebbero essere causati da diversi tipi di neoplasie e potrebbero guidare il processo decisionale sulla necessità di ulteriori indagini. Ematochimici aspecifici : diversi esami possono fornire indizi per un possibile tumore maligno, quali emoglobina, conta piastrinica, calcemia, transaminasi e indici infiammatori ...

56 - Valsartan contaminato e rischio di cancro a breve termine

Come sapete tutti, nel luglio del 2018 le autorità regolatorie europee (EMA) e statunitensi (FDA) hanno ordinato il ritiro dal mercato di tutti le specialità contenenti valsartan prodotte da un'industria cinese, dato che un problema durante un processo di produzione aveva causato una contaminazione del principio attivo con N-nitrosodimetilammina (NDMA), una probabile sostanza cancerogena, superando di gran lunga i limiti normativi di esposizione. Ciò che forse è meno noto, è che questa contaminazione sembra essere collegata a un cambiamento nel processo di produzione che è stato implementato nel 2012. Di conseguenza, un gruppo di ricercatori danesi, utilizzando i registri sanitari della Danimanrca, ha condotto uno studio osservazionale di coorte sull'associazione tra l'uso di prodotti a base di valsartan potenzialmente contaminati da NDMA e il rischio di cancro. Sono stati confrontati circa 3500 pazienti che tra il 2012 e il 2018 hanno ricevuto prescrizioni di valsa...

37 - Denosumab: nota informativa importante

Tempo di lettura: 4 min Con una nota della scorsa settimana, l’AIFA ha informato di un potenziale rischio di insorgenza di nuovi tumori maligni primitivi in seguito al trattamento con denosumab (XGEVA®, PROLIA®). Nella nota si legge che sono stati riportati con maggiore frequenza nuovi tumori maligni primitivi negli studi clinici condotti su pazienti affetti da tumori in stadio avanzato trattati con Xgeva (denosumab), rispetto a quelli trattati con acido zoledronico. L'incidenza cumulativa dei nuovi tumori maligni primitivi a un anno è stata dell'1,1% per i pazienti trattati con denosumab e dello 0,6% per i pazienti trattati con acido zoledronico. Non è stato rilevato alcun pattern correlato al trattamento né per tumori singoli né per raggruppamenti di tumori. Per quanto riguarda il denosumab, la rivista Prescrire , già nel 2011, aveva pubblicato una revisione degli studi disponibili su questo farmaco, concludendo che il rapporto rischio/beneficio per il denosumab er...

35 - Idroclorotiazide e aumento del rischio di tumori cutanei

L'idroclorotiazide (Esidrex), un diuretico tiazidico, è un antipertensivo di prima scelta. Due studi pubblicati nel 2017 hanno mostrato un maggior rischio di tumori cutanei diversi dal melanoma nei pazienti esposti a idroclorotiazide. Uno studio caso-controllo condotto utilizzando le banche dati sulle prescrizioni e i registri dei tumori danesi ha identificato tra il 2004 e il 2012 circa 70.000 tumori basocellulari e 8.000 tumori spinocellulari. Ogni caso è stato associato a 20 controlli. L'esposizione a 50 g di idroclorotiazide (circa 5,5 anni di trattamento a una dose giornaliera di 25 mg) è stata associata a un rischio di basalioma 1,3 volte maggiore rispetto ai pazienti mai esposti (rischio relativo [RR] di 1,29) e di carcinoma spinocellulare  4 volte superiore (RR = 3,98). In termini assoluti, circa il 9% dei carcinomi spinocellulari sembra essere attribuibile all'idroclorotiazide. Il rischio sembrava dipendere dalla dose cumulativa. Per le dosi cumulative più el...