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La funzione renale in medicina generale [1]

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Furosemide o torasemide nello scompenso cardiaco?

[Tempo di lettura: 5 min]  La furosemide, il primo diuretico dell’ansa in uso dal 1964, è ancora oggi il più comunemente usato nell'insufficienza cardiaca. Nonostante la disponibilità di altre molecole che potrebbero avere vantaggi aggiuntivi, come la torasemide, non è chiaro quale sia il miglior diuretico nell’insufficienza cardiaca congestizia. Nel 2020, la furosemide era il 19° farmaco più prescritto negli Stati Uniti, ma le evidenze a supporto di 26 milioni di prescrizioni annuali comprendono solo 7 studi controllati con placebo che includono meno di 500 pazienti. I diuretici dell'ansa agiscono sui sintomi dell'insufficienza cardiaca, non sui processi fisiopatologici di base. Fortunatamente negli ultimi decenni sono state introdotte terapie che agiscono sulle vie neuro-ormonali coinvolte nella patogenesi dell'insufficienza cardiaca. L'associazione di ACE-inibitori, ARNI (neprilisina sacubitril/valsartan), beta-bloccanti (bisoprololo, carvedilolo o metoprolo

Aspirina come tromboprofilassi in ortopedia

[Tempo di lettura: 4 min]  Nei pazienti con fratture di arti o bacino, operati o meno, viene prescritta di routine la tromboprofilassi con eparina a basso peso molecolare. Un grande studio multicentrico ha stabilito che per la profilassi l’aspirina non è inferiore in termini di efficacia e sicurezza. La trombosi venosa è una complicanza ben nota e potenzialmente fatale dopo un trauma ortopedico. Numerose linee guida raccomandano la tromboprofilassi per ridurre il rischio di morte e le complicanze associate al trombosi venosa dopo lesioni ortopediche traumatiche. Non è tuttavia chiaro quale sia il farmaco ottimale. I risultati di recenti studi e metanalisi suggeriscono che l'aspirina può essere un'efficace alternativa all'eparina a basso peso molecolare (EBPM) in pazienti sottoposti ad artroplastica totale, con un profilo di sicurezza più favorevole. Le evidenze in pazienti con fratture, sottoposte o meno a terapia chirurgica, sono invece scarse. Lo studio PREVENT CLOT (

Daridorexant per l’insonnia

[Tempo di lettura: 10 min]  Daridorexant è il primo inibitore dell'orexina approvato in Europa per il trattamento dei disturbi del sonno gravi negli adulti. È stato approvato basandosi su due studi randomizzati verso placebo. Gli scarsi dati di efficacia e sicurezza e la mancanza di confronti con altri ipnotici non permettono di stabilire se sia un reale progresso terapeutico. Daridorexant è il primo farmaco approvato in Europa della classe dei DORA ( Dual Orexin Receptor Antagonists ) per il trattamento dei disturbi gravi del sonno. È un antagonista dei recettori dell'orexina di tipo 1 e 2 (OX1 e OX2) scelto da una serie di farmaci analoghi, in base a una durata prevista dell'effetto di ≈8 ore, con un'emivita intesa a minimizzare gli effetti residui durante il giorno. Negli Stati Uniti sono già stati approvati suvorexant (2014) e lemborexant (2019). OX1 e OX2 sono recettori accoppiati a proteine G ampiamente espressi nel cervello. I ligandi endogeni orexina A e orex

Tramadolo per coxartrosi e gonartrosi

[Tempo di lettura: 5 min]  Il tramadolo è un analgesico oppioide tra i più prescritti per il dolore non oncologico. Continua a essere prescritto, nonostante metanalisi che lo hanno confrontato con FANS e con placebo in cui è risultato sostanzialmente poco efficace e con frequenti effetti avversi. In una linea guida dell' American College of Rheumatology , il tramadolo ha una “raccomandazione condizionale” in pazienti con artrosi dell'anca o del ginocchio, quando altri trattamenti siano inefficaci o controindicati. Gli autori della linea guida ammettono che “lavori recenti hanno evidenziato il livello molto modesto di efficacia degli oppioidi nella terapia a lungo termine (da 3 mesi a 1 anno) nel dolore non oncologico”. Ritengono, tuttavia, che ci siano circostanze in cui il tramadolo o altri oppioidi possono essere appropriati per il trattamento dell'artrosi, per esempio quando nei pazienti siano controindicati i FANS, altre terapie siano risultate inefficaci o non siano

APPROFONDIMENTO: digossina

[Tempo di lettura: 12 min]  Un farmaco del XIX° secolo ma ancora utilizzato, anche se non come un tempo. Ha una lunga emivita e una finestra terapeutica ristretta. È necessaria molta attenzione nella prescrizione e nel controllo dei livelli sierici, dato che oggi l’utilizzo interessa spesso soggetti con fattori di rischio per intossicazione digitalica: insufficienza renale, anziani, fragili, defedati, donne e politrattati. La prima descrizione dell'uso terapeutico della Digitalis purpurea si trova in un testo del 1775 di William Withering. I suoi glicosidi, tra cui la digossina, vennero isolati nella seconda metà dell'ottocento. Fino a quando non sono stati disponibili i diuretici, i glicosidi cardiaci erano gli unici farmaci per l'insufficienza cardiaca. Comprendono diverse molecole, ma attualmente solo la digossina è utilizzata in terapia. Fino agli anni '80, i glicosidi cardiaci venivano dosati in base agli effetti terapeutici quali il miglioramento della diuresi

APPROFONDIMENTO: Ivabradina

[Tempo di lettura: 10 min]  L’ivabradina, approvata in Europa da più di 15 anni, è un farmaco che agisce sul nodo del seno modulando la frequenza cardiaca. È indicata come terapia sintomatica dell’angina pectoris e nel trattamento dell’insufficienza cardiaca con disfunzione sistolica. Non c’è unanimità sulla sua efficacia e sicurezza e secondo alcuni il rapporto rischio/beneficio non sarebbe favorevole. Una frequenza cardiaca elevata è considerata un marker di rischio cardiovascolare. L'ivabradina, chimicamente derivata dal verapamil, è un inibitore selettivo del pacemaker del nodo del seno che blocca un canale ionico regolato da nucleotidi ciclici (HCN) attivato dall'iperpolarizzazione e inibisce selettivamente la corrente I(f), riducendo così la frequenza cardiaca, senza influenzare la pressione arteriosa o la funzione sistolica del ventricolo sinistro. La frequenza sinusale viene ridotta prolungando la fase di depolarizzazione lenta. Gli effetti cardiaci sono specifici pe