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Visualizzazione dei post con l'etichetta STATINE

600 - Effetto delle statine su fibrosi epatica ed epatocarcinoma

Le statine sono state associate a una riduzione significativa del rischio di carcinoma epatocellulare e insufficienza epatica nei pazienti con malattia epatica cronica. [Lettura 3 min] ❗ PERCHÉ È IMPORTANTE La fibrosi epatica progressiva è un fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma epatocellulare (HCC). Le statine sembrano interrompere questo processo attraverso effetti antinfiammatori e antifibrotici, offrendo una potenziale strategia preventiva. Un precedente studio osservazionale pubblicato nel 2019 aveva suggerito che i pazienti con epatite virale cronica che assumono statine lipofile abbiano un minor rischio di HCC. 🔍 Lo studio in sintesi Ampio studio di coorte che ha analizzato 16.501 pazienti con malattia epatica cronica, confrontando 3.610 utilizzatori di statine con 12.891 non utilizzatori. Dai dati tra 2000 e 2023, sono stati inclusi pazienti di età ≥40 anni con malattia epatica cronica e punteggio FIB-4 basale ≥1,3 . Incidenza di HCC a 10 anni : 3,8% negl...

576 - Colesterolo LDL in prevenzione secondaria: meno è meglio?

Le linee guida del 2019 della ESC hanno indotto un trattamento molto aggressivo dell'ipercolesterolemia. È un approccio solidamente dimostrato dalle evidenze? [Lettura 6 min] Dalla pubblicazione delle linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) del 2019 sulla gestione delle dislipidemie sono state sollevate obiezioni sull’abbassamento dei target di colesterolo LDL raccomandati, in particolare in prevenzione secondaria. Soprattutto da parte degli specialisti, dopo la pubblicazione di queste linee guida, l’approccio al trattamento è molto più aggressivo.   Nel 2022 la rivista Prescrire aveva pubblicato un articolo di commento esponendo considerazioni tuttora valide. Riassumo qui i concetti principali di quell’articolo che, nello stile di Prescrire , chiarisce quali sono le evidenze su cui si è basata l'ESC e pone alcune domande che mettono in dubbio quelli che potrebbero sembrare dogmi ormai indiscussi (che non esistono nella scienza). L’articolo solleva alcuni inter...

556 - Terapia con statine e aumento del rischio di diabete

È ormai noto che la terapia con statine aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2. Una metanalisi ha valutato l'entità di questo rischio. [Lettura 4 min] Si stima che per ogni 100-250 persone trattate con statine per 2-5 anni, una persona in più svilupperà un diabete attribuibile all'assunzione della statina. È stata da poco pubblicato una metanalisi condotta per valutare l’aumento del rischio di diabete di tipo 2 nei pazienti trattati con statine. Nella metanalisi sono stati inclusi 19 studi randomizzati controllati sulla terapia con statine, che hanno coinvolto oltre 123.000 partecipanti e con un follow-up mediano di 4,3 anni. Tutti gli studi randomizzati e controllati in doppio cieco sulla terapia con statine avevano un follow-up di almeno 2 anni e con almeno 1.000 partecipanti. La metanalisi ha valutato gli effetti della terapia con statine sul diabete di nuova insorgenza e sul peggioramento del compenso glicemico nei diabetici. I dati includevano la tempistica ...

538 - La prescrizione di statine

Le statine sono i farmaci di prima scelta per trattare ipercolesterolemia o dislipidemia mista con risposta inadeguata alle modifiche dello stile di vita. [Lettura 7 min] Le principali indicazioni delle statine sono: pazienti con precedenti malattie cardiovascolari (CV) in prevenzione secondaria persone con un rischio di malattia CV da moderato ad alto, stimato con strumenti di previsione del rischio (rischio di malattia CV a 10 anni ≥10%) pazienti con comorbilità che aumentano il rischio CV come diabete e/o malattia renale cronica pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote o omozigote. Le statine inibiscono la sinte si del colesterolo negli epatociti, inibendo in modo competitivo l'idrossi-3-metilglutaril coenzima A (HMG-CoA) reduttasi. Ciò causa un'aumento dei recettori epatici delle lipoproteine a bassa densità (LDL), migliorando la clearance delle LDL circolanti e di altre lipoproteine aterogene, come le lipoproteine a bassissima densità (VLDL). Prima della presc...

508 - 🔎 APPROFONDIMENTO: Acido bempedoico

Approvato nel 2020 in Europa, è efficace nella riduzione delle LDL, ma non è ancora dimostrato il beneficio sulla mortalità. [Tempo di lettura: 10 min] L'acido bempedoico, da solo (Nilemdo°) o in associazione con ezetimibe (Nustendi°), è stato approvato in Europa nel 2020. È approvato negli adulti affetti da ipercolesterolemia primaria (familiare eterozigote e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta: in associazione a una statina o con una statina in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti nei pazienti che non hanno raggiunto gli obiettivi di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di statina oppure, in monoterapia o in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti in pazienti intolleranti alle statine o nei quali ne è controindicato l’uso. MECCANISMO D'AZIONE L'acido bempedoico è un profarmaco che viene trasformato nel farmaco attivo, bempedoil-CoA, dall'acil-CoA sintasi-1 a catena molto lunga (ACSVL-1), enzima espresso principalmente n...

495 - Statine e rischio di diabete

[Tempo di lettura: 8 min]  Dopo più di quarant’anni di utilizzo in terapia delle statine, è ormai assodato che, oltre all’indiscusso beneficio sulla riduzione del rischio cardiovascolare, questi farmaci aumentano il rischio di diabete di tipo 2 attraverso una serie di effetti metabolici. È un dato che va tenuto presente, soprattutto in prevenzione primaria. Le statine sono state scoperte negli anni ‘70 e sono in commercio da metà degli anni ‘80. Agiscono come ipocolesterolemizzanti inibendo la 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA (HMG-CoA) reduttasi, che catalizza la principale fase limitante della sintesi del colesterolo nel fegato. Hanno benefici ben assodati in termini di riduzione del colesterolo LDL e del rischio cardiovascolare. Da circa 20 anni, tuttavia, si è osservato un aumento del rischio di diabete nei pazienti trattati, dopo follow-up di 3-6 anni. La loro associazione con un aumento del rischio di diabete di nuova insorgenza ha portato la FDA ad approvare una revisione del...

378 - Statine, dolori muscolari ed effetto nocebo

[Tempo di lettura: 6 min]  I sintomi muscolari sono tra gli effetti avversi più spesso riferiti dai pazienti durante la terapia con statine. Questi sintomi in alcuni casi possono indurre le persone a sospendere un trattamento per il quale è dimostrato l’effetto positivo sul rischio cardiovascolare. Il trial N-of-1 è un tipo di studio clinico che è particolarmente adatto per distinguere un effetto avverso dall’effetto nocebo. Evidenze forti suggeriscono che le statine riducano il rischio di malattie cardiovascolari e che il loro utilizzo sia sicuro. Gli effetti avversi sono rari. Nel corso degli anni, tuttavia, a livello di mass media sono stati ampiamente trattati i sintomi muscolari indotti da statine e le rare miopatie gravi. Questa maggiore coscienza collettiva può derivare anche dal caso della cerivastatina, introdotta nel 1997 e ritirata dal commercio nel 2001 a causa di gravi casi di rabdomiolisi (1 decesso in Italia). Il rischio calcolato di rabdomiolisi fatale della ceri...

331 - Valutare gli aumenti della creatinchinasi

[Tempo di lettura: 8 min]  Un aumento della creatinchinasi è un riscontro frequente in medicina generale. La maggior parte dei casi lievi dipendono da cause transitorie e autolimitantesi. In alcune situazioni è opportuna una valutazione diagnostica più approfondita. La creatinchinasi (CK) è l'enzima più utilizzato per diagnosi e follow up delle malattie muscolari. Le concentrazioni sieriche aumentano in risposta alla lesione muscolare ed è l'indicatore più sensibile di danno muscolare e il miglior parametro del decorso della lesione muscolare. La CK è un dimero e si presenta in tre isoenzimi diversi (MM, MB e BB), che possono essere distinti all’elettroforesi. Il muscolo scheletrico ha la più alta concentrazione di CK di qualsiasi tessuto, con più del 99% MM e piccole quantità di MB. Il tessuto cardiaco ha la più alta concentrazione di CK-MB, che rappresenta circa il 20% della CK cardiaca (la troponina I è un marker più specifico di danno miocardico rispetto alla CK-MB, uti...

329 - Statine e diabete: un rapporto difficile

[Tempo di lettura: 5 min]  È noto da anni che le statine aumentano il rischio di sviluppare un diabete. Uno studio statunitense ha valutato il possibile effetto di questi farmaci sulla progressione del diabete e sulla necessità di intensificare la terapia per ottenere un controllo adeguato. È noto da alcuni anni che la terapia con statine aumenta il rischio di diabete. Diverse metanalisi pubblicate negli ultimi dieci anni hanno dimostrato che l’uso di statine a intensità moderata ed elevata aumenta il rischio relativo di diabete, rispettivamente di circa il 10% e il 20%, interessando circa 1 soggetto su 100 in terapia per 5 anni. I meccanismi con cui le statine aumentano la resistenza insulinica e la glicemia non sono chiari. Il rischio di diabete sembra essere un effetto di classe, anche se forse la pravastatina ha un minor impatto su questo rischio. Sono stati identificati alcuni meccanismi potenziali con cui le statine possono causare una disfunzione delle cellule β pancreati...