Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta INTERVALLO QT

554 - Anziani e interazioni farmacologiche

Pazienti sempre più anziani che assumono sempre più farmaci: un cocktail pericoloso che aumenta il rischio di interazioni gravi. [Lettura 4 min] L'invecchiamento della popolazione negli ultimi decenni ha comportato un aumento delle prescrizioni di farmaci, accompagnato da un incremento del numero di medicinali disponibili. Di conseguenza, il numero di soggetti in politerapia (uso concomitante di cinque o più farmaci) è in costante aumento, con una crescente esposizione a interazioni farmaco-farmaco (DDI, Drug-Drug Interaction ). In Italia il 68,1% dei soggetti di età ≥65 anni ha ricevuto prescrizioni di almeno 5 diversi principi attivi nel corso del 2022 e più di un soggetto su 4 (28,6%) ha assunto almeno 10 principi attivi diversi (rapporto OsMed 2022). La probabilità che queste politerapie contengano farmaci controindicati in associazione aumenta di conseguenza. Un'analisi francese su un campione di 7 milioni di prescrizioni ha dimostrato che le prescrizioni concomitanti di ...

531 - Attenti all'associazione tra ceftriaxone e lansoprazolo!

L'associazione tra ceftriaxone e lansoprazolo può aumentare in modo pericoloso l'intervallo QT e causare un'eccesso di mortalità. Meglio evitarla. [Lettura 3 min] Da alcuni anni era stato ipotizzato che l'associazione di ceftriaxone e lansoprazolo potesse avere un effetto aritmogenico clinicamente significativo. In una lettera pubblicata nel 2017 sul Journal of the American College of Cardiology , colleghi dell'università di Siena avevano segnalato il caso di un paziente ricoverato con polmonite. Al momento del ricovero, l'ECG del paziente mostrava un normale intervallo QTc (422 ms). Dopo l'inizio della somministrazione di ceftriaxone (2 g/d), un secondo ECG eseguito 3 giorni dopo non aveva alterazioni significative del QTc (417 ms). In ottava giornata il paziente segnalava un'epigastralgia ed è stato aggiunto lansoprazolo 30 mg/d. Dopo 2 giorni di trattamento in associazione si è sviluppato un prolungamento del QTc (475 ms), senza alterazioni elettroli...

451 - 🔎 APPROFONDIMENTO: Ivabradina

[Tempo di lettura: 10 min]  L’ivabradina, approvata in Europa da più di 15 anni, è un farmaco che agisce sul nodo del seno modulando la frequenza cardiaca. È indicata come terapia sintomatica dell’angina pectoris e nel trattamento dell’insufficienza cardiaca con disfunzione sistolica. Non c’è unanimità sulla sua efficacia e sicurezza e secondo alcuni il rapporto rischio/beneficio non sarebbe favorevole. Una frequenza cardiaca elevata è considerata un marker di rischio cardiovascolare. L'ivabradina, chimicamente derivata dal verapamil, è un inibitore selettivo del pacemaker del nodo del seno che blocca un canale ionico regolato da nucleotidi ciclici (HCN) attivato dall'iperpolarizzazione e inibisce selettivamente la corrente I(f), riducendo così la frequenza cardiaca, senza influenzare la pressione arteriosa o la funzione sistolica del ventricolo sinistro. La frequenza sinusale viene ridotta prolungando la fase di depolarizzazione lenta. Gli effetti cardiaci sono specifici pe...

442 - Prescrivere farmaci che allungano l’intervallo QT

- [Tempo di lettura: 7 min]  Molti farmaci causano un prolungamento dell'intervallo QT sull’ECG. Ciò può aumentare il rischio di torsades de pointes, un'aritmia cardiaca potenzialmente fatale. Quando si prescrivono farmaci associati al prolungamento del QT, è necessario considerare tre fattori chiave: il rischio potenziale e l'entità del prolungamento del QT associato al farmaco prescritto; i fattori di rischio legati al paziente; i farmaci associati che potrebbero aumentare il rischio di prolungamento del QT. Il prolungamento del QT indotto da farmaci è un effetto farmacologico riconosciuto, dimostrato in più di 250 molecole e identificato come rischio per molte terapie comunemente prescritte. L’incidenza stimata da uno studio europeo del 2014 di sindrome del QT lungo (LQTS) da farmaci è di oltre 3 milioni di casi di torsades de pointes (TdP) all’anno. L'intervallo QT rappresenta il tempo che intercorre tra l'inizio della depolarizzazione ventricolare e la fine...

438 - 🔎 APPROFONDIMENTO: Ranolazina

[Tempo di lettura: 10 min]  La ranolazina è un antianginoso di seconda scelta, indicato in pazienti che non hanno beneficio o non tollerano la terapia standard con beta-bloccanti e/o calcioantagonisti. Si tratta di un farmaco con una farmacocinetica delicata, numerose interazioni, meccanismo di azione sconosciuto e maneggevolezza non sempre ottimale. Non tutti concordano sul fatto che il rapporto rischio/beneficio sia favorevole. La ranolazina è approvata dalla FDA e dall'EMA come trattamento di seconda scelta per il trattamento dell'angina cronica. Il farmaco può essere associato ad altri antianginosi, come beta-bloccanti, calcioantagonisti o ACE inibitori, sartani, antidislipidemici o antiaggreganti. L’EMA ha approvato la ranolazina sotto forma di compresse da 375, 500 e 750 mg. La dose iniziale raccomandata è di 375 mg x 2. La FDA ha approvato dosaggi da 500 e 1000, consigliando una dose iniziale di 500 mg x 2 e 1000 x 2 come dose massima. Da scheda tecnica europea, dopo ...

369 - Donepezil: nota informativa importante

[Tempo di lettura: 3 min] ⚡ NOTIZIA FLASH ⚡ Con una nota pubblicata il 7 febbraio, l'AIFA informa che i medicinali a base di donepezil possono causare aritmie, prolungamento dell'intervallo QT e avere interazioni con altri farmaci con il potenziamento di questi effetti avversi.  Donepezil è un inibitore specifico e reversibile dell'acetilcolinesterasi. Nella maggior parte dei Paesi europei i medicinali a base di donepezil sono indicati per il trattamento sintomatico della demenza di Alzheimer di grado lieve-moderato. In Italia sono disponibili  compresse rivestite e orodispersibili da 5 mg e 10 mg. Gli anticolinesterasici inducono bradicardia e questo effetto può essere potenziato dall'associazione con altri farmaci.  L'effetto avverso può essere particolarmente rilevante nei pazienti con malattia del nodo del seno o con altri disturbi della conduzione cardiaca sopraventricolare, come blocco atrioventricolare o senoatriale. Il rischio di sincope e di distur...

300 - Farmaci che allungano l’intervallo QT

[Tempo di lettura: 9 min] 

217 - Rischi di interazioni tra citalopram e omeprazolo

Rischi di interazioni tra citalopram e omeprazolo - Blog Prescrivere Tempo di lettura: 3 min Uno studio di coorte condotto su un database assicurativo taiwanese, pubblicato nel 2019, ha analizzato i casi di arresto cardiaco improvviso in pazienti che hanno presentato richieste di prescrizione di citalopram o omeprazolo tra il 2000 e il 2005. Sono stati confrontati quattro gruppi di pazienti: 3.882 trattati solo con citalopram, 31.090 trattati solo con omeprazolo, 405 che assumevano citalopram + omeprazolo e un gruppo di controllo di 141.508 pazienti trattati con un antidepressivo che non esponeva al prolungamento dell'intervallo QT o un inibitore di pompa protonica diverso dall'omeprazolo.  In chi assumeva solo omeprazolo il rischio non era maggiore rispetto al gruppo di controllo, mentre il rischio di arresto cardiaco improvviso aumentava con il solo citalopram (rischio relativo stimato di 1,3). L'associazione dell'omeprazolo con il citalopram comportava un ri...

187 - Tramadolo: profilo di sicurezza

Tempo di lettura: 5 min Il tramadolo è un analgesico oppiaceo in commercio in Italia da circa 20 anni e autorizzato per il trattamento del dolore acuto e cronico di intensità medio-grave e del dolore postoperatorio. È un agonista puro dei recettori degli oppioidi e ha anche effetti noradrenergici e serotoninergici. Espone agli effetti avversi degli oppioidi e ad alcuni altri effetti collaterali. Nel trattamento cronico può indurre dipendenza. Il fatto che abbia un'affinità per i recettori mu 6000 volte inferiore rispetto alla morfina lo ha fatto definire oppiaceo debole, aggettivo che può indurre a ritenerlo un farmaco maneggevole e sicuro. Il suo profilo di sicurezza non dipende solo dagli effetti comuni agli oppiacei. Effetti avversi comuni agli oppiacei : quelli più frequenti sono principalmente nausea, vomito e stipsi; sono anche state segnalate occlusioni intestinali. Lo spasmo dello sfintere di Oddi può causare colestasi. Il sovradosaggio può indurre depressione respir...

163 - Avvertenze per la prescrizione del domperidone

Tempo di lettura: 4 min Il domperidone è un neurolettico, antagonista dei recettori della dopamina, utilizzato dagli anni '80 come procinetico nel trattamento del reflusso gastro-esofageo e come antiemetico. Viene metabolizzato dall'isoenzima CYP3A4 del citocromo P450 e l'inibizione di questo isoenzima può portare all'accumulo del farmaco. Da più di 10 anni è noto che il domperidone può allungare l'intervallo QT e causare morti improvvise (la forma iniettabile è stata ritirata dal commercio a causa di questo effetto avverso). Nel numero di dicembre di " Drug Safety Update ", il bollettino dell'agenzia del farmaco britannica (MHRA), vengono ricordate ai medici alcune attenzioni da porre nella prescrizione di domperidone. La prescrizione di domperidone, anche in Italia, non è più autorizzata in bambini di età inferiore ai 12 anni o di peso inferiore ai 35 kg. I risultati di uno studio controllato con placebo in bambini di età inferiore ai 12 a...

152 - Antidepressivi e rischio cardiovascolare

Tempo di lettura: 3 min Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono farmaci antidepressivi introdotti alla fine degli anni '80 e in assoluto i più prescritti attualmente. La loro sicurezza cardiovascolare rispetto ai triciclici è stato uno dei motivi che ne ha fatto aumentare la prescrizione. Probabilmente, in termini assoluti, i triciclici restano gli antidepressivi con i maggiori effetti avversi cardiovascolari, ma negli ultimi anni sono sempre di più le osservazioni di problemi cardiovascolari anche durante la terapia con SSRI. Effetti proaritmogeni - Gli SSRI possono prolungare l'intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca. In una meta-analisi di 10 studi (2599 pazienti) che hanno confrontato gli SSRI con placebo, gli SSRI erano associati a un aumento dell'intervallo QTc di 6 millisecondi e il prolungamento era dose dipendente. Il citalopram era il farmaco associato al maggior allungamento del QTc. Per questo motivo viene racco...

111 - Interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti in medicina generale

Tempo di lettura: 7 min Le interazioni farmacologiche sono comuni nell'ambito della medicina generale e di solito sono prevedibili. L'identificazione delle interazioni farmacologiche più importanti e clinicamente rilevanti nell'assistenza primaria è essenziale per la sicurezza del paziente. Un momento critico per il rischio di interazioni è la dimissione di un anziano da un ricovero ospedaliero: in uno studio italiano promosso dall'istituto Mario Negri su oltre 2000 anziani, alla dimissione il 70% era esposto ad almeno un'interazione farmacologica e il 24% a un'interazione potenzialmente grave. Per ridurre il rischio di interazioni è utile minimizzare il numero di farmaci prescritti, rivalutare regolarmente la terapia, considerare opzioni non farmacologiche, monitorare segni e sintomi di tossicità e/o efficacia, adeguare quando indicato i dosaggi dei farmaci e i tempi di somministrazione. Le interazioni possono essere farmacodinamiche , quando due farmaci...

106 - Abuso di venlafaxina ad alte dosi

Tempo di lettura: 3 min La venlafaxina è un antidepressivo che inibisce la ricaptazione di serotonina e noradrenalina e, soprattutto a dosi elevate, anche quella della dopamina. Questo meccanismo di azione è stato proposto da alcuni autori per spiegare la dipendenza e la ricerca di un effetto stimolante da venlafaxina segnalato da alcuni anni nelle banche dati di farmacovigilanza. A seguito della notifica del caso di un soggetto di 24 anni che si autosomministrava venlafaxina per via endovenosa, un Centro regionale per la tossicodipendenza francese ha analizzato i dati disponibili sull'abuso di questo farmaco; sono state reperite diverse notifiche di soggetti che abusavano della sostanza, a volte polverizzando le compresse e assumendo la polvere per via nasale o endovenosa. Dal 2003 in tutto il mondo sono state pubblicate osservazioni di soggetti che assumevano dosi molto elevate, da 1.950 mg a 4.050 mg al giorno, ben al di sopra della dose massima giornaliera di 375 mg ind...

89 - Aumento del rischio di fibrillazione atriale con gabapentin o pregabalin

Tempo di lettura: 2 min Nel 2018, uno studio di coorte spagnolo ha valutato il rischio di fibrillazione atriale in pazienti ultra65enni senza malattie cardiovascolari che avevano iniziato la terapia con gabapentin o pregabalin nei tre mesi precedenti. Sono stati confrontati con pazienti trattati nello stesso periodo con un analgesico oppiaceo e con pazienti trattati nello stesso periodo con una benzodiazepina. Rispetto alla terapia con oppiacei, gabapentin e pregabalin erano associati a una maggiore frequenza di fibrillazione atriale. La frequenza era di circa 3/1000 per gli oppiacei contro 9/1000 per il gabapentin, e 8.6/1000 per il pregabalin. Il confronto con le benzodiazepine studiate ha dato risultati simili. Per questi due farmaci sono già noti altri eventi avversi cardiaci: il gabapentin può causare insufficienza cardiaca, tachicardia, blocco atrioventricolare, bradicardia, prolungamento dell'intervallo QT, ipotensione/ipertensione arteriosa, mentre con pregabalin s...