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Visualizzazione dei post con l'etichetta CADUTE

601 - Sarcopenia: cosa davvero (non) funziona

I risultati dello studio DO-HEALTH suggeriscono che integrazioni giornaliere di vitamina D o omega-3 e semplici programmi di esercizi non siano efficaci per prevenire la perdita muscolare o la sarcopenia in anziani sani e attivi. [Lettura 2 min] 🧠 Sintesi Con l'invecchiamento della popolazione, prevenire la sarcopenia è una priorità di salute pubblica . Trovare interventi efficaci può migliorare la qualità di vita di milioni di anziani. Il trial DO-HEALTH su 2157 anziani attivi ha dimostrato che né vitamina D, né omega-3, né un semplice programma di esercizi domestici migliorano massa muscolare o riducono l'incidenza della sarcopenia dopo 3 anni . 🎯Obiettivo dello studio Valutare l'effetto di singoli interventi e delle loro combinazioni su parametri muscolari in adulti anziani sani. Interventi Integrazione di vitamina D (2000 UI/d), Integrazione di omega-3 (1 g/d), Programma di esercizi domestici di forza (tre volte/settimana) Parametri valutati Variazione dell'indic...

589 - Antipertensivi e anziani: prudenza!

Nei pazienti anziani e fragili, l’inizio di una terapia antipertensiva può comportare rischi significativi, come insufficienza renale acuta, cadute e fratture. [Lettura 5 min] I ricercatori hanno utilizzato i dati del Clinical Practice Research Datalink (CRPD) del Regno Unito per valutare la terapia antipertensiva sugli anziani con esigenze sanitarie complesse (ESC). La popolazione dello studio includeva persone di età >65 anni con ESC, definite da tre indicatori valutati durante l’anno precedente l’inizio dello studio: ricoveri non programmati (coorte ricovero) punteggio dell’indice di fragilità elettronico ≥3 (coorte fragilità) prescrizione di ≥10 farmaci diversi (coorte politerapia) Sono stati esclusi i pazienti in terapia con antipertensivi nell’anno precedente l’inizio dello studio. Gli esiti studiati, cadute, fratture e insufficienza renale acuta (IRA) grave, sono stati identificati dai dati del CRPD e da quelli ospedalieri. I dati sulle prescrizioni sono stati utilizzati per...

563 - Anticolinergici e disturbi cognitivi

Negli ultimi 20 anni sono emersi dati sull'associazione tra farmaci con attività anticolinergica e gravi effetti avversi negli anziani, tra cui il peggioramento della funzione cognitiva, l'aumento dell'incidenza di demenza e la mortalità. [Lettura 6 min] Diversi studi di grandi dimensioni hanno rilevato che l'uso di farmaci con forte attività anticolinergica, tra cui alcuni antidepressivi, farmaci utilizzati per la vescica iperattiva, alcuni farmaci utilizzati nel morbo di Parkinson, alcuni antiepilettici e altri principi attivi, sono associati a un aumento del rischio di demenza negli anziani. La prescrizione di farmaci con qualsiasi attività anticolinergica è aumentata negli ultimi anni. Gli autori di una revisione sistematica sui farmaci anticolinergici e il rischio di demenza (14 studi, 1.564.181 partecipanti) suggeriscono che i farmaci con attività anticolinergica sono un potenziale fattore di rischio modificabile per la demenza. I farmaci con attività anticolinerg...

557 - Antipertensivi e rischio di fratture negli anziani

L'inserimento in terapia di un farmaco antipertensivo negli anziani va ponderato con attenzione, soppesando rischi e benefici. Soprattutto nei soggetti più fragili. [Lettura 4 min] Nonostante l'uso diffuso di antipertensivi negli anziani, esistono poche evidenze che mettano in rapporto l'inizio di questa terapia al rischio di fratture in questa popolazione vulnerabile, caratterizzata da multimorbilità, politerapia e fragilità. Gli anziani in strutture residenziali hanno un rischio elevato di cadute: più di un quarto di queste comportano lesioni gravi; nel 10-15% dei casi esitano in fratture, ricoveri ospedalieri o morte. La terapia farmacologica è un fattore di rischio modificabile che può condizionare le cadute. Gli antipertensivi, data l'alta prevalenza di ipertensione, sono i farmaci più comunemente utilizzati in questa fascia di età. Questi farmaci spesso causano ipotensione ortostatica, che può innescare cadute e, di conseguenza, fratture, soprattutto nel periodo i...

550 - Oppioidi e cadute con conseguenze gravi

L'esposizione agli oppioidi è associata al rischio di cadute con conseguenze gravi in tutti i gruppi di età, ma i più anziani hanno un rischio maggiore. [Lettura 3 min] Le cadute rappresentano una delle principali cause di infortunio e di ricovero ospedaliero, in particolare tra gli anziani, per i quali una caduta è una delle principali cause di declino funzionale, perdita di indipendenza e mortalità. Pochi studi sono stati progettati per valutare il rischio legato all'età per le cadute associate all'uso di oppioidi. In uno studio di popolazione, ricercatori australiani hanno quantificato il rischio correlato all'età di cadute con conseguenze gravi tra 3,2 milioni di adulti che hanno iniziato la prescrizione di oppioidi tra il 2005 e il 2018. La "caduta con conseguenze gravi" era definita da ricovero ospedaliero, accesso in pronto soccorso o morte in rapporto alla caduta. Nel database le donne erano il 53% del totale e i soggetti di età ≥85 anni erano il 4,3% ...