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Visualizzazione dei post con l'etichetta POLMONITE

587 - Il miglior antibiotico per la polmonite comunitaria? Quello che stiamo usando.

Confrontando le terapie antibiotiche nella polmonite comunitaria, si confermano l’efficacia simile tra gli antibiotici standard e le raccomandazioni delle linee guida. [Lettura 7 min] La polmonite acquisita in comunità (CAР, Community-Acquired Pոеumоnia ) è definita come un’infezione acuta del parenchima polmonare in pazienti che hanno contratto l’infezione nella comunità, diversamente dalla polmonite nosocomiale, acquisita durante un ricovero in ospedale (HAP, Hospital-Acquired Pոеսmoոia ) e VAP ( Ventilator-Associated Pneumonia ) . La CAP è comune e può essere grave: è la principale causa di morte per malattie infettive nei paesi ad alto reddito e la settima causa di morte in assoluto. Sono colpiti soprattutto bambini sotto i cinque anni, anziani e immunodepressi. L’eziologia è variabile: Streptococcus pneumoniae Haemophilus influenzae batteri atipici ( Chlamydia pneumoniae , Mycoplasma pneumoniae ) virus influenzali In molti casi, le infezioni sono miste, con sovrainfezioni batteric...

532 - Terapia empirica della polmonite comunitaria

La polmonite comunitaria è una delle principali cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo. Nel contesto della medicina generale è utile saper gestire una terapia antibiotica empirica, in quanto una diagnosi microbiologica non è né pratica, né raccomandata. [Lettura 6 min] La polmonite acquisita in comunità (CAP) è un'infezione acuta del parenchima polmonare in pazienti che non hanno acquisito l'infezione in ospedale (polmonite nosocomiale). Le fasi della gestione dei pazienti con CAP sono: porre una diagnosi accurata : dimostrazione di un infiltrato polmonare (Rx torace, eco torace); definire il contesto terapeutico : la British Thoracic Society raccomanda l'uso dello score CURB-65  (confusione, azotemia, frequenza respiratoria, pressione arteriosa, età >65 anni) o del CRB-65 (senza azotemia) per stratificare il rischio e decidere se trattare a domicilio o in regime di ricovero; iniziare tempestivamente la terapia antibiotica . Gli schemi empirici di terapia anti...

469 - Procalcitonina

[Tempo di lettura: 11 min]  La procalcitonina è un marcatore sierico che può essere utile per distinguere infezioni batteriche da altre cause di infezione o infiammazione. Nei pazienti con infezioni delle basse vie aeree, la procalcitonina è stata utilizzata per guidare la terapia antibiotica (inizio o sospensione) e in caso di incertezza diagnostica. Lo studio della biologia della procalcitonina, nota dal 1975, è in evoluzione e l’utilizzo di questo marker varia tra le singole istituzioni e nelle opinioni degli esperti. RAZIONALE PER L'USO Si stima che le prescrizioni di antibiotici nelle infezioni delle vie aeree siano inutili o inappropriate nel 30-85% dei casi. Anche quando indicata, la durata della terapia antibiotica spesso supera quella raccomandata. Una parte sostanziale delle infezioni delle basse vie aeree (IBVA) è virale e non richiede terapia antibiotica. Tuttavia, i segni e i sintomi clinici delle IBVA batteriche e virali sono simili e spesso non possono essere dist...

428 - Doxiciclina per la polmonite comunitaria

[Tempo di lettura: 5 min]  La doxiciclina non è tra gli antibiotici comunemente utilizzati nella polmonite comunitaria. I risultati di una metanalisi permettono di tenerla in considerazione come alternativa ad altri antibiotici, verso i quali sono sempre maggiori le resistenze batteriche. Per il trattamento empirico della polmonite acquisita in comunità (CAP) nei pazienti ambulatoriali, negli studi clinici non è stata chiaramente dimostrata la superiorità di un antibiotico empirico di prima scelta rispetto a un altro. La scelta dell'antibiotico dipende dalla probabilità di resistenza agli antibiotici, dalle comorbidità del paziente e dal potenziale di effetti avversi (comprese le reazioni di ipersensibilità). La doxiciclina è spesso un farmaco di ultima scelta per la terapia della CAP. Le linee guida statunitensi del 2019 indicano la doxiciclina come opzione per la terapia ambulatoriale della CAP, ma la raccomandazione è classificata come condizionale con "evidenze di bassa...

281 - Uso della PCR nella diagnosi di polmonite

[Tempo di lettura: 5 min]  Avere la possibilità di dosare la proteina C-reattiva in uno studio di medicina generale ha un valore aggiunto per la diagnosi di polmonite: può ridurre la prescrizione inappropriata di antibiotici, il ritardo di una prescrizione in caso di polmonite e aumentare l’accuratezza diagnostica. Una diagnosi di polmonite batterica viene posta in circa il 5% dei pazienti che si presentano al medico di medicina generale con tosse di recente insorgenza. La probabilità di polmonite batterica aumenta se è presente un’associazione di segni e sintomi: tosse, febbre, difficoltà respiratorie , riduzione della SpO2, rantoli crepitanti e ottusità alla percussione. Spesso, tuttavia, questi segni clinici non sono associati, ed è difficile distinguere correttamente la polmonite da altre condizioni come una bronchite acuta. Nel 30% delle polmoniti sono in causa infezioni virali, ma la gravità delle infezioni batteriche e la frequente associazione con quelle virali giustific...

267 - La durata ottimale della terapia antibiotica

[Tempo di lettura: 7 min]  L'uso eccessivo di antimicrobici è una delle cause principali della antibiotico-resistenza. È un uso inappropriato anche una durata inutilmente lunga della terapia in pazienti con infezioni batteriche comuni, come le riacutizzazioni della BPCO, la polmonite comunitaria, le infezioni delle vie urinarie e le infezioni di cute e tessuti molli. La prescrizione di antibiotici è un tema particolarmente delicato in medicina generale, sia in termini di appropriatezza sia di durata della terapia. Oltre alla scelta dell'antibiotico, un uso appropriato comprende anche la giusta durata della terapia.    Se ci sono evidenze e dimostrazioni di una sicurezza clinica, ridurre la durata della terapia riduce l'esposizione totale agli antibiotici, la pressione selettiva per organismi resistenti e il rischio di effetti avversi. Un gruppo di autori dell' American College of Physicians ha condotto una revisione delle linee guida sulla terapia di riacutizzazion...

167 - Caratteristiche cliniche dell'infezione da virus SARS-CoV-2

Tempo di lettura: 6 min In un articolo di fine febbraio sul NEJM vengono descritti gli aspetti clinici di una cospicua coorte di pazienti ambulatoriali o ricoverati con COVID-19 nei mesi di dicembre e gennaio in Cina. Nella casistica sono stati inseriti solo casi confermati, definiti dalla positività del tampone nasofaringeo alla RT-PCR. La coorte, composta da 1099 pazienti, aveva le caratteristiche illustrate in tabella; l'endpoint primario composito comprendeva pazienti ricoverati in unità di cure intensive, eventualmente trattati con ventilazione meccanica o deceduti. Il periodo di incubazione medio è risultato di 4 giorni (da 2 a 7). L'età mediana dei pazienti era di 47 anni e meno dell'1% di loro aveva meno di 15 anni (di cui nessuno con endpoint primario). L'età mediana dei pazienti con endpoint primario era di 63 anni.  Meno di un terzo dei pazienti con endpoint primario era di sesso femminile, dato che ricorre anche in altre casistiche di minori di...

161 - Infezione da virus SARS-CoV-2

Tempo di lettura: 9 min I coronavirus sono patogeni umani e animali. Il sequenziamento completo del genoma e l'analisi filogenetica hanno indicato che il SARS-CoV-2 è un beta-coronavirus a RNA dello stesso sottogenere del virus della SARS ( Severe Acute Respiratory Syndrome ) del 2003. Il virus della MERS ( Middle East Respiratory Syndrome ) del 2012, un altro beta-coronavirus, sembra filogeneticamente più distante. La somiglianza più stretta tra le sequenze di RNA, con un’omologia dell’89%, è quella con due coronavirus di pipistrello che sembra la fonte primaria dell'infezione da virus SARS-CoV-2. La struttura della regione genetica per il recettore di legame è molto simile a quella del virus della SARS e si ipotizza che utilizzi lo stesso recettore per l'ingresso nella cellula. La comprensione del rischio di trasmissione non è completa, ma la trasmissione da persona a persona è stata confermata sia in Cina che in altre nazioni, e si ritiene che la diffusione interp...

150 - Valutazione e terapia dei pazienti con polmonite comunitaria

Tempo di lettura: 8 min Le polmoniti comunitarie sono un problema frequente in medicina generale, particolarmente nella stagione influenzale. La diagnosi di polmonite viene posta in circa il 10% dei pazienti che si presentano al MMG con sintomi di infezione delle basse vie aeree.  L'incidenza in Italia è circa 1-2 casi/1000 abitanti/anno; negli anziani si stima un'incidenza annuale di 20-40 casi/1000 e 100-250/1000 nelle strutture di lungodegenza. L'esordio è spesso improvviso e la polmonite va sospettata in presenza di: Tosse associata ad almeno un sintomo quale espettorazione, dispnea, sibili o dolore toracico pleuritico; Comparsa di segni focali (crepitii, rantoli, ottusità percussoria); Almeno un sintomo sistemico (sudorazioni, febbre, mialgie) con o senza febbre >38°C. Negli anziani spesso la presentazione è atipica, con confusione mentale, incontinenza urinaria e cadute accidentali in assenza di tosse o febbre. Valutazione - La diagnosi differenziale ...