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Visualizzazione dei post con l'etichetta REFLUSSO GASTROESOFAGEO

478 - Terapia del reflusso gastroesofageo in gravidanza

[Tempo di lettura: 9 min]  Il reflusso gastroesofageo è un problema comune. In gravidanza può comparire ex novo o accentuarsi. Il trattamento di prima scelta è non farmacologico. In caso di necessità, tuttavia, alcuni farmaci si sono dimostrati sicuri anche in gravidanza. Il reflusso gastroesofageo (RGE) è un problema comune, che riduce la qualità di vita e può avere ripercussioni sulla qualità del sonno e sull'alimentazione. I fattori che predispongono al reflusso patologico includono l'aumento dell'età, lo stile di vita, il consumo di alcune bevande e alimenti, il sovrappeso, l'obesità e la gravidanza. Le donne incinte possono avere sintomi quotidianamente e con maggiore frequenza con l'avanzare della gravidanza. Le complicanze del RGE durante la gravidanza sono poco frequenti; i sintomi sono generalmente limitati al periodo della gravidanza, senza effetti a lungo termine. La gestione del RGE in gravidanza si concentra sul sollievo della pirosi e del rigurgito,...

430 - PRATICA IN GASTROENTEROLOGIA (2): Esofago di Barrett

[Tempo di lettura: 6 min]  L’esofago di Barrett è una condizione che predispone al carcinoma esofageo. È più frequente in pazienti con reflusso gastroesofageo ed esofagite. La prevenzione si basa principalmente sulla terapia con inibitori di pompa e sorveglianza endoscopica. L'esofago di Barrett (EB) è una condizione in cui un epitelio colonnare metaplastico con caratteristiche sia gastriche che intestinali sostituisce l'epitelio squamoso stratificato che normalmente riveste l'esofago distale. Questa condizione si sviluppa come conseguenza di una malattia da reflusso gastroesofageo cronica e predispone allo sviluppo di displasia e adenocarcinoma dell'esofago. Come la malattia da reflusso e le infezioni da H. pylori , la prevalenza dell'EB varia in modo significativo in base alla sede geografica (14% in Nord America; 6% in Europa; 3% in Medio Oriente). La prevalenza globale dell'EB con conferma istologica in persone con sintomi di reflusso è del 7,2%. L'EB...

393 - La prescrizione appropriata degli inibitori di pompa

[Tempo di lettura: 11 min]  Da anni, in Italia e nel resto del mondo, si è osservato un aumento costante delle prescrizioni di inibitori di pompa protonica. Oltre all’aumento delle patologie acido-correlate, una delle cause è l’inappropriatezza prescrittiva, dovuta anche alla diffusa convinzione che questi farmaci abbiano effetti collaterali trascurabili o poco rilevanti. Gli inibitori di pompa protonica (IPP) sono tra i farmaci più prescritti al mondo, quasi sempre tra i primi 10 in diverse classifiche. In Italia sono il terzo farmaco più utilizzato, dopo ACE-inibitori e inibitori della HMG-CoA reduttasi. L’utilizzo medio è di 72,7 DDD/1000 abitanti, con forti variazioni regionali, da 121,9 DDD/1000 ab. in Campania, a 46,4 DDD/1000 ab. nella provincia di Bolzano (dati OsMed 2020). Sono farmaci che hanno rivoluzionato la terapia delle patologie acido-correlate, ma negli ultimi anni si è assistito a un aumento dell’inappropriatezza prescrittiva. Numerosi studi italiani e internaz...

130 - Quando richiedere una gastroscopia nel paziente dispeptico

Tempo di lettura: 4 min La gastroscopia è un esame frequentemente richiesto per diagnosi, monitoraggio e trattamento di diverse patologie delle vie digestive superiori. La richiesta è certamente indicata, spesso con sollecitudine, nei pazienti che hanno sintomi di allarme (disfagia, massa epigastrica, età >55 anni con calo ponderale e dolore addominale o problemi digestivi). Nei pazienti che lamentano dispepsia, senza queste red flag, l'esame può essere indicato in alcune situazioni. La dispepsia è un sintomo che ha una prevalenza dal 20 al 40% nella popolazione adulta e il 50% di queste sono funzionali (oltre il 60% nelle donne). I sintomi comprendono dolore o fastidio epigastrico, pirosi, nausea o vomito. Se presenti per oltre 4 settimane si parla di dispepsia persistente. Le cause sono diverse: ulcere, reflusso gastroesofageo, esofagite, neoplasie, cibi, farmaci e la dispepsia funzionale. Quest'ultima ha una patogenesi incerta, ma si pensa che sia in rapporto a u...

26 - La "classica" laringite da reflusso

Quante volte una visita ORL, richiesta per i motivi più diversi, si conclude con una diagnosi (unica o accessoria) di laringite da reflusso, con la conseguenza di indurre la prescrizione di inibitori di pompa? Nel corso degli ultimi 20 anni, in ambito scientifico si era fatta strada la filosofia secondo la quale i sintomi classici di pirosi e reflusso fossero solo la punta dell’iceberg sotto cui si nasconderebbe la maggior parte dei casi pazienti con MRGE che invece presenterebbe sintomi extraesofagei, come quelli laringei, suscettibili di risposta alla terapia con inibitori di pompa. Micheal Vaezi, gastroenterologo della Vanderbuilt University, un'autorità nel campo della malattia da reflusso (su PubMed si trovano più di 160 sue pubblicazioni solo su questo argomento), già nel 2010, in un editoriale, osservava come diversi studi avessero rilevato una mancanza di beneficio degli inibitori di pompa nei pazienti con diagnosi di reflusso laringofaringeo o laringite da reflusso,...

16 - Nuove linee guida per la malattia da reflusso e PPI

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è frequentissima in medicina generale (i dati epidemiologici degli Stati Uniti indicano che la prevalenza sta aumentando ad un tasso medio annuo del 3%). L'American College of Gastroenterology ha aggiornato le linee guida per il trattamento. Il livello degli elementi probatori a sostegno di ciascuna raccomandazione è stato definito elevato, moderato o basso. Le raccomandazioni sono state definite forti (se gli effetti auspicabili di un intervento prevalgono sugli effetti indesiderati) o condizionali (se esiste incertezza sui compromessi). Qui sotto le raccomandazioni più importanti.  Raccomandazioni (definite Forti da 1 a 5 e Condizionali da 6 a 9) La terapia con inibitori della pompa protonica (PPI) non deve essere modificata in caso di uso concomitante di clopidogrel. Non è evidente alcun aumento del rischio di eventi cardiovascolari avversi. (1)  La terapia con PPI può essere un fattore di rischio per l'infezione da C...