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416 - Ipersensibilità alla propoli

[Tempo di lettura: 8 min] 
La propoli è ampiamente utilizzata in medicina naturale per una varietà di indicazioni. In Italia è commercializzata come integratore alimentare senza particolari avvertenze. Sono tuttavia note molte reazioni di ipersensibilità 
alla propoli, locali e sistemiche, le cui segnalazioni sono aumentate negli ultimi anni, anche per il sempre maggior utilizzo della propoli nei biocosmetici e nei farmaci per automedicazione.

La propoli (colla d'api) è un materiale resinoso lipofilo che le api raccolgono dalle piante, in particolare pioppi e conifere. Queste sostanze possono essere secrete attivamente dalle piante o essudate dalle ferite: materiali lipofili sulle foglie e sulle gemme fogliari, mucillagini, gomme, resine, ecc.

I materiali raccolti vengono mescolati con l'enzima beta-glicosidasi presente nella saliva delle api, parzialmente digeriti e aggiunti alla cera d'api per formare il prodotto finale (propoli grezza).

La propoli grezza è dura e simile alla cera quando è fredda, ma morbida e molto appiccicosa quando è calda, da cui il nome di colla d'api. Il materiale ha un gradevole odore aromatico; il colore varia dal giallo, verde o rosso al marrone scuro, a seconda della provenienza e dell'età.

La parola "propoli" deriva dal greco pro- e polis e indica una sostanza che è a favore o in difesa della città (l'alveare). Le api utilizzano la propoli nella costruzione e nella manutenzione dei loro nidi e la applicano in uno strato sottile sulle pareti interne dell'alveare o di altre cavità.

Viene utilizzata per bloccare fori e fessure, per riparare i favi, come isolante termico, per proteggersi dagli invasori esterni restringendo le aperture e per mummificare le carcasse di creature uccise dalle api dopo un'invasione dell'alveare, per impedirne la decomposizione.

Le api sfruttano anche le attività biologiche della propoli. Il materiale è responsabile della minore incidenza di batteri e muffe all'interno dell'alveare rispetto all'atmosfera esterna, grazie alle proprietà antibatteriche e antimicotiche.

La propoli contiene molte sostanze, tra cui resine, oli essenziali e aromatici e polline. La composizione chimica è molto variabile, a seconda della specie vegetale da cui le api raccolgono le materie prime.

La composizione chimica della propoli varia anche a seconda della regione geografica ed è molto complessa: sono stati identificati oltre 300 composti.

La propoli più utilizzata, quella proveniente da climi moderati (propoli derivata dal pioppo), contiene principalmente fenoli: flavonoidi, acidi aromatici (acidi benzoici sostituiti e acidi cinnamici tra cui acido caffeico, acido ferulico e acido cumarico) e i loro esteri.

Viene tradizionalmente utilizzata per le sue presunte proprietà antinfiammatorie e antinfettive in patologie otorinolaringoiatriche o dermatologiche, per la sua ampia gamma di possibili attività, che comprendono effetti antivirali, antimicotici, antibatterici, antinfiammatori e antiossidanti.

Sebbene esistano diverse indicazioni promettenti, in considerazione del numero e della qualità limitati degli studi e della variabilità dei risultati tra gli stessi, alcune revisioni sistematiche evidenziano la necessità di studi ben progettati per trarre conclusioni più solide sull'efficacia.

Alcuni prodotti delle api sono allergenici. Il veleno delle api provoca irritazioni cutanee localizzate, spesso transitorie, ma che talvolta scatenano reazioni di ipersensibilità generalizzate, come attacchi d'asma o reazioni anafilattiche. Tali reazioni sono state attribuite anche alla pappa reale.

Essendo la propoli una sostanza molto eterogenea, molti dei suoi componenti hanno proprietà allergeniche e sono fortemente sensibilizzanti.

La prima descrizione di dermatite da contatto da propoli è stata pubblicata nel 1915, e riguardava un apicoltore. I casi di dermatite da contatto hanno iniziato a emergere con una frequenza crescente negli anni '70. L'incidenza è aumentata con l'uso sempre maggiore della propoli nei biocosmetici e nei farmaci per automedicazione.

L’utilizzo di gomme da masticare, dentifrici, caramelle, polveri, collutori e vari rimedi per uso intraorale contenenti propoli sono stati segnalati come causa di stomatiti allergiche (talvolta ulcerate), edema delle labbra e del cavo orale, dispnea, cheilite ed eczema periorale.

La somministrazione orale di miele o di prodotti contenenti propoli (capsule, compresse, polveri, spray) in pazienti allergici alla propoli può causare eruzioni cutanee generalizzate, eruzione fissa da farmaci ed eritrodermia.

In molte nazioni si è osservato un aumento della positività dei patch test per la propoli. In Italia si è registrato un aumento lineare della frequenza di sensibilizzazione dal 2% nel 1995 al 13,7% nel 2002 in bambini con dermatite.

Sono state documentate anche reazioni allergiche immediate alla propoli per uso topico. In caso di applicazione locale per trattare una faringodinia sono state descritte reazioni con scialorrea, edema della laringe e dispnea.

La propoli orale sembra relativamente innocua, con una dose sicura calcolata di 1,4 mg/kg di peso corporeo al giorno negli esseri umani (applicando un fattore di sicurezza pari a 1000).

Tuttavia, la somministrazione orale è stata associata a convulsioni, sintomi gastrointestinali e casi di insufficienza renale acuta.

Circa la metà dei pazienti allergici alla propoli reagisce anche alla resina di M. pereirae (balsamo del Perù), probabilmente per una reattività crociata o per la presenza di allergeni comuni.

È stato osservato un numero di reazioni anche nei confronti della colofonia (una resina vegetale), cera d'api (presumibilmente a causa della contaminazione con propoli), estratti di gemme di pioppo e alcuni oli essenziali, in particolare l'olio di chiodi di garofano.

In pratica - In Italia, i prodotti contenenti sostanze prodotte dalle api (polline d'api, pappa reale o propoli) sono disponibili al pubblico come integratori alimentari, senza alcuna avvertenza di possibili reazioni avverse.

È noto che i soggetti atopici e asmatici possono essere a maggior rischio di reazioni allergiche con l'uso di questi prodotti.

I prodotti contenenti propoli sono spesso una miscela di vari componenti che possono contribuire a reazioni di ipersensibilità. Quando si tratta di oli essenziali, sono presenti dosi elevate dei potenziali principi attivi.

Le formulazioni spray sono particolarmente pericolose quando le sostanze allergeniche vengono inalate.

Il pubblico e gli operatori sanitari dovrebbero essere consapevoli del rischio di reazioni allergiche ai prodotti derivati dalle api e dovrebbe essere aggiunta un'avvertenza sulla confezione.



Evidence on the Health Benefits of Supplemental Propolis.
Nutrients. 2019 Nov 8;11(11):2705

Effectiveness of propolis on oral health: a meta-analysis.
J Nurs Res. 2014 Dec;22(4):221-9

Propolis: a review of properties, applications, chemical composition, contact allergy, and other adverse effects.
Dermatitis. 2013 Nov-Dec;24(6):263-82

Propolis: hypersensitivity reactions.
Prescrire Int. 2010 Aug;19(108):170

Surveillance of suspected adverse reactions to natural health products: the case of propolis.
Drug Saf. 2008;31(5):419-23

Sensitization to propolis in 1255 children undergoing patch testing.
Contact Dermatitis. 2004 Nov-Dec;51(5-6):255-8





Gilberto Lacchia - Pubblicato 08/07/2022 - Aggiornato 08/07/2022

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