[Tempo di lettura: 7 min] Secondo l’ente statunitense che coordina i servizi di prevenzione, non ci sarebbero vantaggi nel dosare i livelli di vitamina D in persone che non hanno segni o sintomi di carenza. Nel 2011, la National Academy of Medicine ha stabilito che un livello di 25-idrossivitamina D <20 ng/ml definisce una condizione di carenza e che non ci sono evidenze per definire diverse soglie di vitamina D per diverse condizioni di salute. Nelle persone di età ≥70 anni, istituzionalizzate o che non escono di casa, l'integrazione di vitamina D probabilmente riduce il rischio di frattura del collo del femore. A parte queste situazioni, negli adulti senza sintomi di carenza di vitamina D, non è chiaro quanto sia utile dosare la vitamina D per decidere se iniziare l’integrazione. Diversi studi epidemiologici hanno suggerito un legame tra bassi livelli di vitamina D e alcuni problemi di salute come fratture, diabete, malattie cardiovascolari e cancro. Una revisione sistema...
Appunti per il medico di medicina generale. Uno spazio dedicato a terapia, farmacovigilanza, farmaci di scelta, consapevolezza prescrittiva nelle cure primarie. Prescrizione e uso razionale degli esami diagnostici.