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16 - Nuove linee guida per la malattia da reflusso e PPI

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è frequentissima in medicina generale (i dati epidemiologici degli Stati Uniti indicano che la prevalenza sta aumentando ad un tasso medio annuo del 3%). L'American College of Gastroenterology ha aggiornato le linee guida per il trattamento.

Il livello degli elementi probatori a sostegno di ciascuna raccomandazione è stato definito elevato, moderato o basso. Le raccomandazioni sono state definite forti (se gli effetti auspicabili di un intervento prevalgono sugli effetti indesiderati) o condizionali (se esiste incertezza sui compromessi).

Qui sotto le raccomandazioni più importanti. 

Raccomandazioni (definite Forti da 1 a 5 e Condizionali da 6 a 9)
  • La terapia con inibitori della pompa protonica (PPI) non deve essere modificata in caso di uso concomitante di clopidogrel. Non è evidente alcun aumento del rischio di eventi cardiovascolari avversi. (1) 
  • La terapia con PPI può essere un fattore di rischio per l'infezione da Clostridium difficile e deve essere utilizzata con prudenza nei pazienti a rischio. (2) 
  • La terapia PPI può essere continuata in pazienti con osteoporosi nota, fatta eccezione per i pazienti con ulteriori fattori di rischio per frattura dell'anca. I timori per le fratture dell'anca e l'osteoporosi non dovrebbero influenzare la decisione di utilizzare PPI a lungo termine. (2) 
  • La laringite da riflusso non deve essere diagnosticata solo sulla base dei risultati della laringoscopia. (2) 
  • In caso di risposta solo parziale alla terapia con PPI una volta al giorno, prendere in considerazione una terapia personalizzata modificando l’ora della somministrazione o una somministrazione due volte al giorno o entrambe in pazienti con sintomi notturni, orari di lavoro variabili o disturbi del sonno. (3) 
  • Il calo ponderale è raccomandato nei pazienti in sovrappeso o che hanno recentemente preso peso. (2) 
  • A parte la soppressione acida, non utilizzare terapie (compresa la terapia procinetica, il baclofen o entrambi) senza una valutazione diagnostica. (2) 
  • Non utilizzare sucralfato in pazienti non gravide. (2) 
  • Per i pazienti obesi che contemplano la terapia chirurgica, il bypass gastrico sarebbe l'operazione da preferire. (2) In un commento alle linee guida, si precisa che l'omissione dello sfintere magnetico applicato in endoscopia è dovuto solo al ritardo temporale nella pubblicazione delle linee guida e non al rigetto di questa nuova tecnica.
Livello di evidenza: (1) Alto (2) Moderato (3) Basso

Nel frattempo, alcuni gastroenterologi della Mayo Clinic hanno pubblicato un'altra review sugli effetti avversi degli inibitori di pompa. In generale, nonostante le svariate segnalazioni di possibili effetti nocivi nelle terapie a lungo termine, le loro conclusioni sono tranquillizzanti.

Secondo loro, la maggior parte dei dati si basa sui risultati di studi retrospettivi osservazionali con bias intrinseci e scarsa capacità di dimostrare una relazione causale certa.

La maggior parte di questi studi ha fatto supporre associazioni tra uso di PPI e rischi di fratture ossee, infezioni da C. difficile, polmoniti, carenze vitaminiche e minerali, nefropatie e demenza. Poiché molti di questi effetti avversi sono rari, il rischio assoluto per i pazienti rimane piuttosto basso.

L’American Gastroenterological Association non raccomanda il monitoraggio di ematochimici di routine o l’integrazione di calcio, vitamina B12 e magnesio nei pazienti che assumono PPI per tempi lunghi. Il suggerimento degli autori, in base alla loro pratica attuale, è quella di controllare la creatininemia ogni anno, l’emocromo ogni due anni e la vitamina B12 ogni 5 anni nei pazienti che assumono PPI a lungo termine.


Guidelines for the diagnosis and management of gastroesophageal reflux disease.
Am J Gastroenterol 2013 Mar;108:308

Proton Pump Inhibitors: Review of Emerging Concerns.
Mayo Clin Proc. 2018 Feb;93(2):240-246



Gilberto Lacchia - Pubblicato 02/04/2018 Aggiornato: 19/10/2018 

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