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412 - Effetti avversi ai mezzi di contrasto con gadolinio

[Tempo di lettura: 7 min] 
Le reazioni di ipersensibilità ai mezzi di contrasto a base di gadolinio sono più rare di quelle a mezzi di contrasto iodato. Sono comunque possibili e in una piccola percentuale di casi possono essere gravi. Vanno identificati i pazienti a rischio, ai quali va prescritta una premedicazione.

I mezzi di contrasto (MDC) a base di gadolinio (GBCA) sono chelati di gadolinio, un metallo con proprietà paramagnetiche e che può indurre un campo magnetico per aumentare il segnale durante la risonanza magnetica.

I GBCA sono stati utilizzati per la risonanza magnetica fin dagli anni '80.

Uno studio del 2007 ha rilevato 48 reazioni di ipersensibilità (0.07%) su oltre 65.000 somministrazioni di GBCA per via endovenosa. Un altro studio pubblicato nel 2018, su oltre 700.000 somministrazioni, riportava una percentuale di reazioni avverse di tipo allergico dello 0.09%, di cui il 6% (37 su 662) erano gravi.

I GBCA sono MDC relativamente sicuri, rispetto a quelli iodati. Tuttavia, dato che l'uso dei GBCA continua ad aumentare, è necessario essere consapevoli delle possibili reazioni avverse e identificare i potenziali fattori di rischio.

Le reazioni avverse ai MDC possono essere classificate come acute o ritardate: quelle acute si verificano entro un’ora, mentre le reazioni ritardate sono quelle che si verificano oltre la prima ora e per lo più entro 1 settimana dall'esposizione al MDC.

Le reazioni acute sono reazioni di ipersensibilità di tipo allergico o risposte chemiotossiche; quelle ritardate sono probabilmente mediate dalle cellule T, ma con una fisiopatologia non chiara.

Data la rarità delle reazioni ritardate ai GBCA, la letteratura attuale si concentra principalmente sulle reazioni acute.

I sintomi osservati più spesso, nella maggior parte dei casi (80% circa) sono lievi (rash cutaneo, orticaria, nausea, vomito), ma nel 5-10% dei casi possono comparire broncospasmo, dispnea, distress respiratorio grave, ipotensione, aritmie, shock anafilattico.

Con i GBCA il numero di decessi è di circa 1 per 1.000.000 di somministrazioni (per i MDC iodati usati per via endovenosa, si ha 1 decesso ogni 170.000-500.000 somministrazioni).

Uno studio di coorte pubblicato nel febbraio 2022 su Radiology, ha descritto i risultati su oltre 150.000 pazienti esposti a MDC a base di gadolinio in un periodo di 8 anni.

Tra le 331.070 RM con GBCA effettuate su 154.539 pazienti durante il periodo di studio, sono state segnalate 1304 reazioni di ipersensibilità (0,4%) in 1104 pazienti (0,7%).

Durante lo stesso periodo, sono state eseguite 1.202.207 TC con MDC iodato su 261.426 pazienti e sono state segnalate 7541 reazioni di ipersensibilità (0,6%) in 6910 pazienti (3%).

L’età media dei pazienti con reazione di ipersensibilità a GBCA era di 54 anni e prevalevano le donne rispetto agli uomini (0.5% vs 0.3%).

La prevalenza di reazioni al MDC con gadolinio era significativamente maggiore in soggetti con precedente reazione a MDC iodati (3% vs 0.7%).

La maggior parte delle reazioni di ipersensibilità ritardata osservate consisteva in reazioni cutanee (p.es. orticaria) e non si è osservata nessuna reazione grave.

L’incidenza delle reazioni anafilattiche è risultata dello 0.004%, in linea con le statistiche di studi precedenti.

Nei pazienti con storia di reazioni di ipersensibilità acute sia la premedicazione con steroidi e clorfenamina, sia il passaggio a un MDC diverso sono stati efficaci nel prevenire le recidive.

Nei pazienti con una storia di reazioni ritardate solo la premedicazione ha ridotto significativamente l’incidenza di tali reazioni.

Tra i fattori di rischio per reazioni di ipersensibilità al gadolinio emergeva una storia di reazioni ai MDC iodati (odds ratio 4,6).

In pratica - In tutti i pazienti sottoposti a risonanza magnetica con MDC a base di gadolinio occorre condurre una valutazione anamnestica dettagliata.

I fattori di rischio più importanti sono:
  • anamnesi di una precedente reazione da ipersensibilità immediata a un MDC iodato o a base di gadolinio (fattore di rischio più importante);
  • anamnesi di asma;
  • anamnesi positiva per allergie multiple o allergia singola con gravi manifestazioni cliniche (p.es. edema della glottide, shock anafilattico).
I pazienti con una precedente reazione da ipersensibilità immediata al gadolinio hanno un rischio aumentato (da 4 a 8 volte, a seconda delle statistiche) di sviluppare una reazione acuta.

Anche i soggetti con pregressa reazione da ipersensibilità immediata acuta dopo la somministrazione di un MDC iodato, benché non vi sia una cross-reattività, sono a maggior rischio.

Nei pazienti con BPCO, a differenza degli asmatici, il rischio non è aumentato.

Nei soggetti a rischio va utilizzata la premedicazione e/o scelto un mezzo di contrasto diverso.

Come schema di premedicazione, uno tra i più utilizzati è il seguente:
  • prednisone 50 mg somministrato per via orale 13, 7 e 1 ora prima dell'esame OPPURE metilprednisolone 32 mg (Medrol°), somministrato per via orale 12 e 2 ore prima dell’esame, associato a
  • antistaminico per via i.m. oppure e.v. un'ora prima dell'esame; in Italia è disponibile la clorfenamina (Trimeton°) in fiale da 10 mg.
Se il paziente non è in grado di assumere la premedicazione per via orale, si può somministrare idrocortisone 200 mg (Flebocortid°) per via endovenosa.

Lo steroide non si è dimostrato efficace se non viene somministrato almeno 4-6 ore prima dell'esame con MDC.



Allergic-like Hypersensitivity Reactions to Gadolinium-based Contrast Agents: An 8-year Cohort Study of 154 539 Patients.
Radiology. 2022 May;303(2):329-336

Immediate Allergic Reactions to Gadolinium-based Contrast Agents: A Systematic Review and Meta-Analysis.
Radiology. 2018 Feb;286(2):471-482

Prevenzione e trattamento delle reazioni acute da ipersensibilità ai Mezzi di Contrasto (MdC) iodati e a quelli a base di gadolinio
A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino - Gruppo EBM - 2016

Frequency and severity of acute allergic-like reactions to gadolinium-containing i.v. contrast media in children and adults.
AJR Am J Roentgenol. 2007 Dec;189(6):1533-8





Gilberto Lacchia - Pubblicato 25/06/2022 - Aggiornato 25/06/2022

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