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119 - Sicurezza degli inibitori di pompa: il primo studio randomizzato e controllato

Tempo di lettura: 3 min
Negli ultimi anni, una serie di studi osservazionali ha suggerito associazioni tra l'uso a lungo termine degli inibitori di pompa (PPI) e molteplici effetti avversi, tra cui polmoniti, fratture dell'anca, demenza, infezioni enteriche (tra cui Clostridium difficile), eventi cerebrovascolari, insufficienza renale cronica, diabete, BPCO e aumento della mortalità. 

Questo tipo di studi, tuttavia, ha dei limiti metodologici intrinseci che possono suggerire associazioni non in rapporto di causa ed effetto.

A fine maggio è stato pubblicato il primo ampio studio prospettico, randomizzato e controllato, sulla sicurezza dell'uso di un PPI (pantoprazolo 40 mg una volta al giorno). La terapia è stata confrontata con placebo in 17.600 pazienti di età ≥65 anni con coronaropatia stabile o arteriopatia periferica (78% uomini; 23% fumatori) seguiti per circa 3 anni.

Non ci sono state differenze significative nella frequenza di polmoniti, fratture, nuove diagnosi di diabete mellito, nefropatie croniche, demenza, BPCO, atrofia gastrica, tumori in generale e tumori di specifici organi.

Nei pazienti trattati con pantoprazolo si è osservato un aumento della frequenza di infezioni intestinali non causate da C. difficile (1,4% vs. 1,0%; P=0,04). Anche l'infezione da C. difficile è risultata due volte più comune con l'uso del pantoprazolo, ma la differenza non ha raggiunto la significatività statistica dato che il numero totale di eventi era solo di 13.

Questo è il più grande studio sui PPI fino ad oggi e il primo studio prospettico randomizzato che ne abbia valutato la sicurezza a lungo termine.

Questi dati confermano l'eccellente profilo di sicurezza dei PPI, ad eccezione di un piccolo aumento delle infezioni enteriche e mettono in dubbio i risultati di eventi avversi gravi segnalati nei recenti studi osservazionali.

La prescrizione dei PPI va sempre periodicamente riconsiderata, alla luce di indicazioni e durata consigliata del trattamento, per evitare inappropriatezza, interazioni e politerapie non necessarie; questi dati di alta qualità che confermano la sicurezza a lungo termine sono comunque rassicuranti, soprattutto per quei pazienti che necessitano di terapie continuative.

Safety of proton pump inhibitors based on a large, multi-year, randomized trial of patients receiving rivaroxaban or aspirin
Gastroenterology (Pubblicato online il 29 Maggio 2019)


Gilberto Lacchia



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Pubblicato: 02/09/2019 Aggiornato: 02/09/2019



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