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Visualizzazione dei post da maggio, 2024

562 - Antibioticoterapia pratica: considerare farmacocinetica e farmacodinamica

Per un'antibioticoterapia razionale, che massimizzi l'efficacia minimizzando il rischio di resistenze, è essenziale tenere presente farmacocinetica e farmacodinamica degli antibiotici. [Lettura 5 min] Lo sviluppo di nuovi antibiotici è diminuito negli ultimi anni, e sono necessarie strategie che preservino l'efficacia dell'armamentario esistente, riducendo al massimo lo sviluppo delle resistenze batteriche agli antibiotici attualmente in uso. L’efficacia di una terapia antibiotica dipende da vari fattori, tra cui il meccanismo d'azione, la farmacocinetica e la farmacodinamica. Basare la somministrazione e la posologia sui parametri farmacocinetici e farmacodinamici è importante per mantenere concentrazioni adeguate di farmaco nei siti di infezione per periodi di tempo sufficienti, massimizzando così l'attività battericida e l'efficacia dei singoli principi attivi. La farmacocinetica descrive l'assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l'elimin...

561 - STRUMENTI: AWaRe - Manuale per un uso appropriato degli antibiotici

È un testo di consultazione dell'OMS per la scelta razionale, evidence-based, della terapia antibiotica nell'ambito della medicina generale e nel contesto ospedaliero. Nel 2023 l'AIFA l'ha tradotto in italiano. [Lettura 6 min] La resistenza agli antibiotici sta diventando una delle principali minacce alla salute pubblica, con un impatto significativo su morbilità e mortalità. Attraverso meccanismi di pressione selettiva darwiniana, i microrganismi migliorano la resistenza acquisendo e condividendone i geni con altri batteri. L'uso eccessivo di antimicrobici è un fattore chiave per lo sviluppo di resistenze, insieme ai fattori che favoriscono la diffusione di batteri resistenti, come il controllo inadeguato delle infezioni, la contaminazione ambientale e i movimenti di persone e animali infetti. Gli antibiotici creano serbatoi di resistenza ovunque vengano usati: negli esseri umani, negli ospedali, nelle comunità, negli allevamenti, nell'acqua, nel suolo e ...

560 - Tromboembolia venosa, contraccettivi e FANS

L'associazione di contraccettivi e FANS in donne in età fertile aumenta significativamente il rischio di tromboembolia venosa. [Lettura 3 min] Uno studio basato su dati sanitari danesi, in collaborazione con l’università di Napoli e il centro di farmacovigilanza della Campania, ha esaminato il rischio di tromboembolia (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) in donne che assumevano contemporaneamente un contraccettivo ormonale e un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) diverso dall'aspirina, poiché è noto che questi farmaci espongono le donne a questo tipo di eventi avversi. I FANS più comunemente utilizzati erano ibuprofene, diclofenac e naprossene. I contraccettivi venivano classificati in base al rischio tromboembolico noto: contraccettivi ad alto rischio : estroprogestinici sotto forma di dispositivo transdermico, anello vaginale o compresse contenenti 50 microgrammi di etinilestradiolo o tra 20 e 40 microgrammi di etinilestradiolo associato a un progestinic...

559 - Raccomandato il ritiro dal commercio del 17-OHPC

NOTIZIA FLASH ⚡ L'EMA raccomanda il ritiro dal commercio dei farmaci contenenti 17-idrossiprogesterone caproato che potrebbero indurre neoplasie in chi è stato esposto in utero. [Lettura 2 min] Il comitato per la valutazione dei rischi in farmacovigilanza (PRAC) dell'EMA ha raccomandato il ritiro dal commercio dei medicinali contenenti 17-idrossiprogesterone caproato (17-OHPC, Lentogest°) nell'Unione Europea. Questa decisione è stata presa dopo una revisione che ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza e ha evidenziato l'inefficacia del farmaco nella prevenzione del parto prematuro. Il PRAC ha esaminato i risultati di uno studio di popolazione su larga scala che ha valutato il rischio di cancro in persone esposte in utero al 17-OHPC, monitorandole per circa 50 anni dalla nascita. I dati suggeriscono un possibile aumento del rischio di cancro rispetto ai non esposti, anche se il numero di casi di cancro nello studio era basso e lo studio presentava alcune limi...

558 - FANS, metamizolo e danno renale

L'associazione di inibitori del sistema renina-angiotensina, diuretici e FANS tradizionali o metamizolo può precipitare un'insufficienza renale acuta. [Lettura 4 min] L' insufficienza renale acuta  (IRA) è definita da un brusco aumento della creatinina e/o una riduzione della diuresi. L'associazione di diuretici, farmaci che inibiscono il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) e FANS o metamizolo, associazione nota come " triple whammy " (TW), può far precipitare un'IRA. Già dieci anni fa uno studio retrospettivo caso-controllo su dati della medicina generale, con pazienti di età ≥65 anni, aveva valutato il rischio di IRA associato all'associazione di FANS (tradizionali e inibitori della COX-2) e diuretici, ACE-inibitori o sartani. Gli autori avevano concluso che questa associazione aumenta il rischio di IRA di circa 1.5-2 volte; il rischio raddoppia associando FANS con 2 o più di questi farmaci. Esponendo a questa associazione 158 pazienti si...

557 - Antipertensivi e rischio di fratture negli anziani

L'inserimento in terapia di un farmaco antipertensivo negli anziani va ponderato con attenzione, soppesando rischi e benefici. Soprattutto nei soggetti più fragili. [Lettura 4 min] Nonostante l'uso diffuso di antipertensivi negli anziani, esistono poche evidenze che mettano in rapporto l'inizio di questa terapia al rischio di fratture in questa popolazione vulnerabile, caratterizzata da multimorbilità, politerapia e fragilità. Gli anziani in strutture residenziali hanno un rischio elevato di cadute: più di un quarto di queste comportano lesioni gravi; nel 10-15% dei casi esitano in fratture, ricoveri ospedalieri o morte. La terapia farmacologica è un fattore di rischio modificabile che può condizionare le cadute. Gli antipertensivi, data l'alta prevalenza di ipertensione, sono i farmaci più comunemente utilizzati in questa fascia di età. Questi farmaci spesso causano ipotensione ortostatica, che può innescare cadute e, di conseguenza, fratture, soprattutto nel periodo i...

556 - Terapia con statine e aumento del rischio di diabete

È ormai noto che la terapia con statine aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2. Una metanalisi ha valutato l'entità di questo rischio. [Lettura 4 min] Si stima che per ogni 100-250 persone trattate con statine per 2-5 anni, una persona in più svilupperà un diabete attribuibile all'assunzione della statina. È stata da poco pubblicato una metanalisi condotta per valutare l’aumento del rischio di diabete di tipo 2 nei pazienti trattati con statine. Nella metanalisi sono stati inclusi 19 studi randomizzati controllati sulla terapia con statine, che hanno coinvolto oltre 123.000 partecipanti e con un follow-up mediano di 4,3 anni. Tutti gli studi randomizzati e controllati in doppio cieco sulla terapia con statine avevano un follow-up di almeno 2 anni e con almeno 1.000 partecipanti. La metanalisi ha valutato gli effetti della terapia con statine sul diabete di nuova insorgenza e sul peggioramento del compenso glicemico nei diabetici. I dati includevano la tempistica ...

555 - Terapia delle crisi di emicrania in allattamento

È importante conoscere alcuni farmaci utilizzabili anche durante l'allattamento, quando è necessario sospenderlo per un breve periodo e quali principi attivi non utilizzare [Lettura 5 min] L'emicrania è caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea che durano da 4 a 72 ore. Queste cefalee sono generalmente unilaterali e pulsanti, spesso accompagnate da nausea, vomito, foto- o fonofobia. Talvolta sono precedute da sintomi neurologici transitori, in genere di tipo sensoriale (p.es. visivo), che durano di solito meno di un'ora (aura). Gli interventi non farmacologici comprendono: applicazione di calore o freddo massaggi riposo evitare i fattori scatenanti (p.es. mantenere una regolarità nei pasti e nel sonno) yoga / meditazione terapia comportamentale (p.es. esercizi di rilassamento, biofeedback, terapia cognitiva comportamentale) Le crisi possono essere legate al ciclo mestruale; la frequenza spesso si riduce in gravidanza e aumenta dopo il parto. La cefalea post-partum è...

554 - Anziani e interazioni farmacologiche

Pazienti sempre più anziani che assumono sempre più farmaci: un cocktail pericoloso che aumenta il rischio di interazioni gravi. [Lettura 4 min] L'invecchiamento della popolazione negli ultimi decenni ha comportato un aumento delle prescrizioni di farmaci, accompagnato da un incremento del numero di medicinali disponibili. Di conseguenza, il numero di soggetti in politerapia (uso concomitante di cinque o più farmaci) è in costante aumento, con una crescente esposizione a interazioni farmaco-farmaco (DDI, Drug-Drug Interaction ). In Italia il 68,1% dei soggetti di età ≥65 anni ha ricevuto prescrizioni di almeno 5 diversi principi attivi nel corso del 2022 e più di un soggetto su 4 (28,6%) ha assunto almeno 10 principi attivi diversi (rapporto OsMed 2022). La probabilità che queste politerapie contengano farmaci controindicati in associazione aumenta di conseguenza. Un'analisi francese su un campione di 7 milioni di prescrizioni ha dimostrato che le prescrizioni concomitanti di ...

553 - Indicazioni dei fluorochinolonici

I fluorochinolonici sono antibiotici utili ed efficaci, anche se con un profilo di effetti avversi pesante. La prescrizione va riservata a infezioni gravi e per le quali non ci siano alternative. [Lettura 5 min] I fluorochinoloni costituiscono un gruppo relativamente omogeneo di antibiotici ad ampio spettro, generalmente efficaci nelle infezioni sistemiche.   Sono antibiotici critici, cioè farmaci con indicazioni ristretta che hanno un impatto maggiore sul microbiota digestivo e sulle resistenze batteriche. Benché l'uso sconsiderato degli ultimi decenni abbia fatto aumentare le resistenze, sono potenzialmente attivi contro un gran numero di batteri patogeni (tabella). L'utilizzo espone i pazienti a numerosi effetti avversi, alcuni gravi, per cui deve essere attentamente considerato e limitato a indicazioni validate. Negli ultimi anni sono emersi anche effetti avversi di durata prolungata o irreversibili, che riducono il rapporto rischio-beneficio. Non è quindi giustificata la ...