Passa ai contenuti principali

59 - La farmacovigilanza in medicina generale

Lucian Leape, della Harvard School of Public Health, in un vecchio articolo sul NEJM affermava che "il principale scopo della segnalazione di un evento avverso è quello di imparare dall'esperienza [...] e condividere tale esperienza in modo che altri possano evitare che lo stesso evento indesiderato si verifichi nuovamente".

Nel compilare e inviare una scheda di segnalazione spontanea, il medico realizza uno dei suoi compiti, quello della prevenzione che mette in atto lanciando un allarme che, insieme ad altri, potrà spingere le autorità di controllo a provvedimenti che vanno dalla modifica della scheda tecnica al ritiro del farmaco.

La segnalazione realizza in sostanza uno dei fini ultimi della professione medica: salvaguardare la salute dei pazienti. 

I medici italiani tuttavia segnalano poco, ancora meno i medici di medicina generale. Nei confronti con altre regioni, inoltre, in Piemonte il numero di segnalazioni è particolarmente ridotto. 

Dai dati di uno studio promosso nel 2013-14 dalla SIMG di Torino per indagare i motivi di questa sottosegnalazione, le segnalazioni del 2012 e 2013 erano attribuibili ai medici ospedalieri in oltre il 70% e ai medici di medicina generale in meno del 5%.

I motivi addotti dai MMG intervistati nello studio erano diversi:
  • Inutilità della segnalazione
  • Convinzione che la reazione sia già nota
  • Incertezza sul farmaco responsabile nei pazienti in politerapia
  • Reazione ritenuta trascurabile
Dopo lo studio, nel quale i MMG venivano formati sull'importanza e sulle modalità della segnalazione, le schede inviate dai MMG nel 2014 sono aumentate di 5 volte.

Gli autori concludono che "analizzando i risultati ottenuti, appare evidente che la sensibilizzazione e l’aggiornamento periodico dei medici portino a risultati positivi anche nell’ambito della farmacovigilanza. Peraltro, rispetto alla dichiarata “inutilità della segnalazione” è possibile che un feed-back inviato regolarmente al medico segnalatore sull’esito della sua segnalazione possa ulteriormente motivare e sensibilizzare i MMG verso questa importante (e ahimè sottostimata) attività."

Bisetto LD et al. Farmacovigilanza: la “sotto-segnalazione” delle reazioni avverse ai farmaci in Medicina Generale

Gilberto Lacchia


Pubblicato: 16/01/2018 Aggiornato: 19/10/2018

Commenti

Post popolari in questo blog

266 - Oppioidi e antidepressivi: attenti alle interazioni pericolose

[Tempo di lettura: 7 min]  Associare oppioidi e farmaci antidepressivi espone a diversi tipi di interazione. Alcuni oppioidi aumentano l'attività serotoninergica e possono indurre una sindrome serotoninergica. In certi casi gli SSRI possono bloccare il metabolismo degli oppioidi riducendo l’effetto analgesico di alcuni o aumentando le concentrazioni e il rischio di effetti avversi di altri. La strategia preventiva più semplice è quella di evitare la prescrizione degli oppioidi associati a maggiori rischi di interazione. L'effetto analgesico degli oppioidi è mediato attraverso tre recettori oppioidi principali, mu , delta e kappa .  Molti oppioidi, soprattutto quelli sintetici, agiscono anche su altri target, bloccando per esempio la ricaptazione di serotonina e noradrenalina e i recettori N-metil-D-aspartato (NMDA). Alcuni oppioidi inibiscono il trasportatore di serotonina che aumenta le concentrazioni di serotonina nella sinapsi e quindi l'effetto postsinaptico della se...

304 - Scialorrea da farmaci

[Tempo di lettura: 4 min]    Diversi farmaci, utilizzati soprattutto in psichiatria, possono causare ipersalivazione. È un problema che può ridurre la qualità di vita dei pazienti e a volte avere complicanze gravi. La scialorrea (ipersalivazione) è un sintomo soggettivo, percepito dal paziente come eccessiva produzione di saliva. A volte si presenta con una fuoriuscita di saliva dalla bocca perché il soggetto non riesce a trattenerla dietro la barriera labiale. È un fenomeno comune nei neonati, ma è considerata anomala dopo i quattro anni. Può essere causata dalla diminuzione della frequenza di deglutizione o dall’aumento della produzione di saliva. Le cause possono essere locali (odontalgia, protesi mal posizionate, infiammazioni o infezioni orali), neurologiche (nevralgia trigeminale, tumori cerebrali, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica), tossiche (mercurio, iodio, fluoruro di sodio, funghi velenosi, nicotina) o farmacologiche. La scialorrea può avere div...

331 - Valutare gli aumenti della creatinchinasi

[Tempo di lettura: 8 min]  Un aumento della creatinchinasi è un riscontro frequente in medicina generale. La maggior parte dei casi lievi dipendono da cause transitorie e autolimitantesi. In alcune situazioni è opportuna una valutazione diagnostica più approfondita. La creatinchinasi (CK) è l'enzima più utilizzato per diagnosi e follow up delle malattie muscolari. Le concentrazioni sieriche aumentano in risposta alla lesione muscolare ed è l'indicatore più sensibile di danno muscolare e il miglior parametro del decorso della lesione muscolare. La CK è un dimero e si presenta in tre isoenzimi diversi (MM, MB e BB), che possono essere distinti all’elettroforesi. Il muscolo scheletrico ha la più alta concentrazione di CK di qualsiasi tessuto, con più del 99% MM e piccole quantità di MB. Il tessuto cardiaco ha la più alta concentrazione di CK-MB, che rappresenta circa il 20% della CK cardiaca (la troponina I è un marker più specifico di danno miocardico rispetto alla CK-MB, uti...