Passa ai contenuti principali

132 - Valutare il paziente con ecchimosi frequenti

Tempo di lettura: 6 min
Non è raro che i pazienti ci segnalino la comparsa frequente di ecchimosi in varie parti del corpo. La facilità alla formazione di ecchimosi si può definire come la comparsa di ecchimosi senza storia di traumi o dopo un trauma minore che non le avrebbe causate in passato. Differenziare tra la normalità e problemi clinicamente significativi non è semplice.

Inizialmente è importante definire il problema. Sono presenti ecchimosi (attuali, fotografie), petecchie o una porpora? Se sono limitate agli arti è più probabile che siano di origine traumatica; se al tronco o altre aree sono più suggestive di un disturbo emorragico sottostante.

Si può pensare a un problema emorragico quando nelle aree esposte si verificano simultaneamente cinque o più ecchimosi di dimensioni superiori a 1 cm. Petecchie ed ecchimosi che si verificano senza traumi sono indicative di un disturbo emorragico.

Età del paziente. Gli anziani possono avere ecchimosi da fragilità e atrofia cutanea, che si osservano di solito sul dorso delle mani e sulla superficie estensoria dell'avambraccio e delle gambe. Nelle giovani donne, la sindrome da purpura simplex può presentarsi con lividi soprattutto su gambe e braccia dopo traumi minori o involontari e può essere associata alla menorragia.

Anamnesi farmacologica. Antiaggreganti, anticoagulanti e FANS sono tutti cause comuni di ecchimosi. I corticosteroidi possono assottigliare la cute alterando i vasi sanguigni cutanei. Il miglioramento delle ecchimosi dopo la sospensione del farmaco è diagnostico. Vanno richieste informazioni anche sull'automedicazione (rimedi erboristici come zenzero, ginkgo, aglio e farmaci da banco). In alcuni soggetti la vitamina E interferisce con il metabolismo della vitamina K. Gli antidepressivi SSRI interferiscono con la funzione piastrinica (→ post precedente). Le terapie antibiotiche prolungate possono portare a carenze di vitamina K riducendo la flora intestinale.

Anamnesi di emorragie. È importante informarsi su emorragie eccessive dopo lesioni minori o procedure o interventi chirurgici invasivi, compresi quelli odontoiatrici. Le procedure che abbiano richiesto trasfusioni aumentano la probabilità di una tendenza emorragica di base. Può anche essere utile sapere se l'emorragia è stata immediata o ritardata; i disturbi associati a disfunzioni piastriniche provocano emorragie immediate, rispetto a un'insorgenza più tardiva nei disturbi della cascata coagulativa.

Stato nutrizionale. Storia di malattie gastrointestinali (celiachia o IBD). Gli anziani possono avere condizioni di malnutrizione (aspetto cachettico, fragilità ungueale e dei capelli) e carenze di vitamina C (emorragie gengivali) o K.

Epatopatie. Vanno considerati fattori di rischio come abuso di alcool, droghe parenterali, trasfusioni ed epatite virali. Si possono cercare segni quali ittero, ascite, distensione delle vene addominali ed epatomegalia.

Anamnesi familiare. Il disturbo emorragico ereditario più comune è la malattia di von Willebrand (1-2% nella popolazione generale). L'emofilia è rara (1 su 5000) e segue un modello ereditario legato al sesso.


Non sempre è possibile trovare chiari indizi diagnostici da anamnesi ed esame obiettivo. Se viene condotta una buona anamnesi si può evitare di chiedere accertamenti in pazienti con queste caratteristiche:

- distribuzione delle ecchimosi principalmente lungo le estremità distali, specialmente se associate a traumi;
- nessun'altra evidenza di emorragie (epistassi ricorrente, sanguinamenti gengivali, ematro);
- nessuna anamnesi personale o familiare di emorragie significative e inattese.

In tutti gli altri soggetti, per escludere una patologia emorragica di fondo, si raccomandano i seguenti test di base.

- Emocromo. Una riduzione dell'emoglobina può suggerire che le ecchimosi sono di lunga data o associati a emorragie (per esempio gastrointestinali). Una riduzione isolata delle piastrine può concordare con la presenza di petecchie. Alterazioni totali o differenziali dei leucociti, associati a trombocitopenia, indirizzano verso un disturbo midollare. Alcuni farmaci, tra cui antibiotici e anticonvulsivanti, possono causare mielosoppressione grave con successiva pancitopenia.
- L'esame dello striscio ematico può identificare anomalie morfologiche degli elementi corpuscolati, tra cui forma e colore delle piastrine, che possono suggerire un disturbo piastrinico ereditario.
- Screening coagulativo (tempo di protrombina, tempo di tromboplastina parziale attivata, fibrinogeno). Se anormali in un paziente con sintomi emorragici, si può pensare a un disturbo coagulativo ereditario o acquisito.
- INR: elevato in chi assume warfarin.
- Test di funzionalità renale ed epatica: la compromissione renale può causare ecchimosi per disfunzione piastrinica acquisita, mentre l'insufficienza epatica può portare a una riduzione della produzione di fattori di coagulazione e a disfunzione piastrinica.

In molti casi può essere indicato l'invio allo specialista. I pazienti con una delle seguenti caratteristiche andrebbero inviati a visita specialistica:
  • ecchimosi significative (cinque o più ecchimosi di diametro superiore a 1 cm) senza alcun trauma noto;
  • anamnesi personale o familiare di emorragie anomale, soprattutto dopo interventi chirurgici o ferite;
  • emorragie in altre sedi (epistassi ricorrente, emorragie gengivali, emartro);
  • esami di laboratorio anormali che suggeriscano una diatesi emorragica.

1. Investigating easy bruising in an adult
BMJ. 2017 Feb 9;356:j251

2. Easy bruising
UpToDate® - Last updated: Feb 08, 2019.






















PRESCRIVERE

Se la lista vi piace, invitate altri colleghi a iscriversi inviando una semplice richiesta all'indirizzo studiodrlacchia@gmail.com, oppure direttamente sul blog Prescrivere.









Potete rispondere direttamente ai messaggi inviati in lista, oppure dar vita a nuove discussioni inviando un messaggio all'indirizzo prescrivere@freelists.org.













Commenti

Post popolari in questo blog

266 - Oppioidi e antidepressivi: attenti alle interazioni pericolose

[Tempo di lettura: 7 min]  Associare oppioidi e farmaci antidepressivi espone a diversi tipi di interazione. Alcuni oppioidi aumentano l'attività serotoninergica e possono indurre una sindrome serotoninergica. In certi casi gli SSRI possono bloccare il metabolismo degli oppioidi riducendo l’effetto analgesico di alcuni o aumentando le concentrazioni e il rischio di effetti avversi di altri. La strategia preventiva più semplice è quella di evitare la prescrizione degli oppioidi associati a maggiori rischi di interazione. L'effetto analgesico degli oppioidi è mediato attraverso tre recettori oppioidi principali, mu , delta e kappa .  Molti oppioidi, soprattutto quelli sintetici, agiscono anche su altri target, bloccando per esempio la ricaptazione di serotonina e noradrenalina e i recettori N-metil-D-aspartato (NMDA). Alcuni oppioidi inibiscono il trasportatore di serotonina che aumenta le concentrazioni di serotonina nella sinapsi e quindi l'effetto postsinaptico della se...

304 - Scialorrea da farmaci

[Tempo di lettura: 4 min]    Diversi farmaci, utilizzati soprattutto in psichiatria, possono causare ipersalivazione. È un problema che può ridurre la qualità di vita dei pazienti e a volte avere complicanze gravi. La scialorrea (ipersalivazione) è un sintomo soggettivo, percepito dal paziente come eccessiva produzione di saliva. A volte si presenta con una fuoriuscita di saliva dalla bocca perché il soggetto non riesce a trattenerla dietro la barriera labiale. È un fenomeno comune nei neonati, ma è considerata anomala dopo i quattro anni. Può essere causata dalla diminuzione della frequenza di deglutizione o dall’aumento della produzione di saliva. Le cause possono essere locali (odontalgia, protesi mal posizionate, infiammazioni o infezioni orali), neurologiche (nevralgia trigeminale, tumori cerebrali, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica), tossiche (mercurio, iodio, fluoruro di sodio, funghi velenosi, nicotina) o farmacologiche. La scialorrea può avere div...

331 - Valutare gli aumenti della creatinchinasi

[Tempo di lettura: 8 min]  Un aumento della creatinchinasi è un riscontro frequente in medicina generale. La maggior parte dei casi lievi dipendono da cause transitorie e autolimitantesi. In alcune situazioni è opportuna una valutazione diagnostica più approfondita. La creatinchinasi (CK) è l'enzima più utilizzato per diagnosi e follow up delle malattie muscolari. Le concentrazioni sieriche aumentano in risposta alla lesione muscolare ed è l'indicatore più sensibile di danno muscolare e il miglior parametro del decorso della lesione muscolare. La CK è un dimero e si presenta in tre isoenzimi diversi (MM, MB e BB), che possono essere distinti all’elettroforesi. Il muscolo scheletrico ha la più alta concentrazione di CK di qualsiasi tessuto, con più del 99% MM e piccole quantità di MB. Il tessuto cardiaco ha la più alta concentrazione di CK-MB, che rappresenta circa il 20% della CK cardiaca (la troponina I è un marker più specifico di danno miocardico rispetto alla CK-MB, uti...