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593 - Sindrome delle gambe senza riposo: nuove linee guida terapeutiche

Come è cambiato negli ultimi anni l'approccio terapeutico alla sindrome delle gambe senza riposo. [Lettura 7 min] La sindrome delle gambe senza riposo (RLS, restless leg syndrome ) è un disturbo del movimento legato al sonno che si manifesta con un bisogno irresistibile di muovere una o entrambe le gambe, spesso accompagnato da sensazioni sgradevoli o fastidiose. I sintomi si manifestano principalmente a riposo, soprattutto durante le ore serali o notturne, disturbano il riposo notturno e si alleviano temporaneamente con il movimento. La diagnosi è clinica e si basa sui criteri diagnostici dell’ International Restless Legs Syndrome Study Group (IRLSSG): Necessità urgente di muovere le gambe Sintomi peggiori a riposo Sollievo con il movimento Peggioramento serale o notturno La RLS può essere confusa con altre problematiche, come crampi notturni o dolori articolari, e colpisce il 2-3% degli adulti, con maggiore prevalenza tra le donne. Oltre all’insonnia, è associata a movimenti per...

592 - Nuove linee guida sull'eradicazione dell’Helicobacter pylori: cosa cambia nella pratica clinica?

H. pylori e pratica clinica basata sull’evidenza: scegliere gli antibiotici e affrontare l'aumento delle resistenze batteriche. [Lettura 6 min] L’infezione da Helicobacter pylori ( H. pylori ) è responsabile di gastriti croniche, ulcere peptiche e alcune neoplasie gastriche. Le nuove linee guida sul trattamento introducono raccomandazioni su scelta degli schemi terapeutici, ruolo dei test di suscettibilità e adozione di nuovi farmaci come i bloccanti competitivi del potassio (PCAB). L’infezione da H. pylori , in alcune aree geografiche, può interessare più del 50% della popolazione: supera l’80% nei paesi in via di sviluppo mentre nei paesi occidentali la prevalenza è intorno al 30-40%. Conseguenze cliniche Molti pazienti con H. pylori rimangano asintomatici per tutta la vita, ma l’infezione è sempre associata a gastrite cronica. Tra le complicanze più comuni vi sono: Ulcera peptica : il 10% dei pazienti infetti sviluppa ulcere gastriche o duodenali, con possibili complicanze com...

591- Finasteride e dutasteride: rischio di depressione

Da anni sono emerse segnalazioni di depressione di nuova diagnosi e comportamento suicidario in persone in terapia con inibitori della 5α-reduttasi. Secondo la rivista Prescrire dovrebbe essere revocata l'autorizzazione per l'alopecia androgenetica. [Lettura 6 min] Gli inibitori della 5α-reduttasi (5-ARI), come finasteride e dutasteride, sono farmaci ampiamente prescritti per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna e dell’alopecia androgenica. I 5-ARI inibiscono selettivamente l’enzima 5α-reduttasi (5-AR) che converte il testosterone nel metabolita androgeno 5α-diidrotestosterone (DHT) ed è espresso in molti tessuti, come prostata, testicoli e follicoli piliferi. La finasteride è autorizzata alla dose di 5 mg nell’ipertrofia prostatica benigna e di 1 mg nell’alopecia androgenetica maschile. Secondo le valutazioni della rivista Prescrire , per l’ipertrofia prostatica la finasteride ha una modesta efficacia sintomatica, mentre per l’alopecia androgenetica l’efficacia è ...

590 - Iponatremia grave da inibitori di pompa

Gli inibitori di pompa sono una causa nota di iponatremia. In alcuni casi, soprattutto all'inizio della terapia, possono causare iponatremie gravi che richiedono un ricovero. [Lettura 4 min] L’iponatremia è definita come un livello di sodiemia inferiore a 135 mmol/l. È un disturbo elettrolitico comune e potenzialmente grave; se non trattato, può causare complicanze neurologiche e cardiovascolari. L'iponatremia si definisce: lieve (130-134 mmol/l) moderata (120-129 mmol/l) grave (<120 mmol/l). L'iponatremia può dipendere da situazioni cliniche particolari, come polmonite, cirrosi epatica e insufficienza cardiaca, ma molto spesso è un effetto avverso farmacologico. I farmaci che possono causare iponatremia sono numerosi: Diuretici (tiazidici, indapamide, diuretici dell'ansa) Antiepilettici (carbamazepina, acido valproico, lamotrigina, levetiracetam in dose eccessiva) Preparazioni per il colon (picosolfato di sodio, sali di magnesio o di fosfato) Analgesici / Antinfiamm...

589 - Antipertensivi e anziani: prudenza!

Nei pazienti anziani e fragili, l’inizio di una terapia antipertensiva può comportare rischi significativi, come insufficienza renale acuta, cadute e fratture. [Lettura 5 min] I ricercatori hanno utilizzato i dati del Clinical Practice Research Datalink (CRPD) del Regno Unito per valutare la terapia antipertensiva sugli anziani con esigenze sanitarie complesse (ESC). La popolazione dello studio includeva persone di età >65 anni con ESC, definite da tre indicatori valutati durante l’anno precedente l’inizio dello studio: ricoveri non programmati (coorte ricovero) punteggio dell’indice di fragilità elettronico ≥3 (coorte fragilità) prescrizione di ≥10 farmaci diversi (coorte politerapia) Sono stati esclusi i pazienti in terapia con antipertensivi nell’anno precedente l’inizio dello studio. Gli esiti studiati, cadute, fratture e insufficienza renale acuta (IRA) grave, sono stati identificati dai dati del CRPD e da quelli ospedalieri. I dati sulle prescrizioni sono stati utilizzati per...

588 - Macrolidi: occhio all'orecchio!

L'effetto ototossico dei macrolidi è noto da decenni. Una metanalisi di tutti gli studi pubblicati conferma l'aumento del rischio di ipoacusia e acufeni, soprattutto nei trattamenti prolungati e ad alte dosi. [Lettura 4 min] I macrolidi sono una classe di antibiotici largamente prescritta in ambito medico, impiegata per il trattamento di infezioni in otorinolaringoiatria, medicina interna e pediatria. L’ampio spettro di utilizzo e la loro efficacia ne fanno una scelta terapeutica frequente anche in medicina generale. Tra gli effetti avversi vanno tenuti presenti quelli sulla funzione uditiva. L’azitromicina è utilizzata fin dai primi anni '90 e fin dall’inizio ne è stata segnalata l'ototossicità. Un articolo su Lancet del 1992 segnalava i casi di alcuni pazienti con ipoacusia neurosensoriale bilaterale. La perdita dell’udito si era verificata entro 30-90 giorni dall’inizio del trattamento con azitromicina (utilizzata contro il Mycobacterium avium complex nell’AIDS) e s...

587 - Il miglior antibiotico per la polmonite comunitaria? Quello che stiamo usando.

Confrontando le terapie antibiotiche nella polmonite comunitaria, si confermano l’efficacia simile tra gli antibiotici standard e le raccomandazioni delle linee guida. [Lettura 7 min] La polmonite acquisita in comunità (CAР, Community-Acquired Pոеumоnia ) è definita come un’infezione acuta del parenchima polmonare in pazienti che hanno contratto l’infezione nella comunità, diversamente dalla polmonite nosocomiale, acquisita durante un ricovero in ospedale (HAP, Hospital-Acquired Pոеսmoոia ) e VAP ( Ventilator-Associated Pneumonia ) . La CAP è comune e può essere grave: è la principale causa di morte per malattie infettive nei paesi ad alto reddito e la settima causa di morte in assoluto. Sono colpiti soprattutto bambini sotto i cinque anni, anziani e immunodepressi. L’eziologia è variabile: Streptococcus pneumoniae Haemophilus influenzae batteri atipici ( Chlamydia pneumoniae , Mycoplasma pneumoniae ) virus influenzali In molti casi, le infezioni sono miste, con sovrainfezioni batteric...