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581 - Test reumatologici: l'arte di non esagerare

La richiesta a cascata di esami reumatologici senza criterio né fondamento clinico è una pratica deleteria. Riscopriamo il valore del giudizio clinico per una diagnostica efficace e mirata. [Lettura 11 min] La prescrizione di esami di laboratorio è uno strumento fondamentale nella pratica clinica del medico di famiglia. Un problema significativo, però, è la tendenza a richiedere batterie di test in modo non selettivo, con implicazioni che vanno ben oltre il semplice sovraccarico del sistema sanitario. Un articolo pubblicato sul Canadian Family Physician nel 2018 ha messo in luce un aspetto particolarmente allarmante di questa pratica: più della metà dei risultati anomali da test di laboratorio potrebbero essere falsi positivi.  Questa elevata percentuale di falsi positivi non solo genera ansia e stress inutili nei pazienti, ma innesca anche una cascata di ulteriori indagini, spesso non necessarie. Un aspetto di questo fenomeno è la richiesta di una batteria di test reumatolog...

580 - Orticaria acuta: più antistaminici e meno cortisonici

Gli antistaminici H1 di seconda generazione si confermano come terapia di prima scelta nell'orticaria acuta. Il ruolo dei corticosteroidi sistemici come terapia aggiuntiva rimane controverso, con evidenze limitate a supporto del loro utilizzo. [Lettura 7 min] L'orticaria acuta è una patologia dermatologica infiammatoria comune, caratterizzata dalla comparsa di pomfi, angioedema o entrambi. L'orticaria (con o senza angioedema) viene comunemente classificata in base alla durata. Orticaria acuta : quando è presente da meno di sei settimane. Orticaria cronica : quando è ricorrente, con segni e sintomi che si ripetono per la maggior parte dei giorni della settimana, per sei settimane o più. Il periodo di 6 settimane è arbitrario e rappresenta semplicemente un lasso di tempo in cui solitamente si risolvono i nuovi casi di orticaria acuta. Più di due terzi dei casi di orticaria di nuova insorgenza si rivelano auto-limitantesi. Le lesioni dell'orticaria acuta (OA) e di quella c...

579 - Vitamina D: linee guida controcorrente

Le nuove linee guida sconsigliano comportamenti ormai consolidati nella pratica, ma non dalle prove scientifiche. Basta con i dosaggi della vitamina D sierica e con la definizione di livelli "target" da raggiungere. [Lettura 7 min] Nel 2011, la Endocrine Society aveva pubblicato una linea guida su “Valutazione, trattamento e prevenzione della carenza di vitamina D” nella quale i punti principali erano: lo screening di routine nella popolazione generale adulta era sconsigliato, ma raccomandato solo per i soggetti ad alto rischio di carenza (p.es. pazienti con osteoporosi, obesità o storia di cadute); la carenza di vitamina D veniva definita da livelli sierici di 25-idrossivitamina D (25[OH]D) <20 ng/mL, sebbene si riconoscesse la variabilità dei metodi di dosaggio; l'apporto dietetico raccomandato era di almeno 600 UI al giorno (800 UI dopo i 70 anni), con possibilità di aumentare fino a ≥1500 UI nei soggetti a rischio. Si sottolineava la scarsa presenza di vitamina D ...

578 - Finerenone secondo Prescrire: nulla di nuovo sotto il sole

Disponibile in Europa da meno di due anni, questo antagonista dell'aldosterone non riduce la mortalità totale né cardiovascolare, ha effetti avversi e interazioni non trascurabili e secondo Prescrire non ha arricchito l'armamentario terapeutico. [Lettura 8 min] Nell’ottobre 2022, in Europa è stato approvato il finerenone (Kerendia°), un antagonista dell'aldosterone indicato per il trattamento di pazienti adulti con nefropatia diabetica in stadio 3 e 4 con albuminuria. Successivamente l’EMA ha raccomandato di estendere l'indicazione, togliendo la restrizione agli stadi 3 e 4. Attualmente è autorizzato “per il trattamento dei pazienti adulti con malattia renale cronica (con albuminuria) associata a diabete di tipo 2”. Nel giugno 2024 la rivista Prescrire  ha pubblicato la sua solita revisione dedicata ai nuovi farmaci, valutando gli studi registrativi. Il parere dei revisori è simile a quello della rivista indipendente tedesca Arznei-Telegram : il farmaco non rappresenta...

577 - Ruxolitinib in crema per la vitiligine

Il ruxolitinib in crema ha indotto una ripigmentazione quasi completa del viso nel 16% dei casi rispetto al 2% del placebo. Nonostante l'efficacia, il trattamento presenta effetti collaterali importanti, ed è prudente un uso limitato ai casi più gravi con forte impatto psicosociale. [Lettura 6 min] Il ruxolitinib appartiene alla classe degli inibitori delle Janus chinasi (JAK), che svolgono un ruolo chiave in diversi processi infiammatori e immunitari dell'organismo. Gli inibitori JAK, tra cui ruxolitinib, tofacitinib, baricitinib e altri, sono immunosoppressori assunti per via orale: agiscono inibendo selettivamente una o più delle quattro Janus chinasi (JAK1, JAK2, JAK3 e TYK2), interferendo con le vie di segnalazione cellulare coinvolte nell'infiammazione. Ciò permette di modulare la risposta immunitaria in modo mirato, e offre nuove opzioni terapeutiche per patologie spesso difficili da trattare. La vitiligine è una malattia autoimmune, causata dalla distruzione dei mel...

576 - Colesterolo LDL in prevenzione secondaria: meno è meglio?

Le linee guida del 2019 della ESC hanno indotto un trattamento molto aggressivo dell'ipercolesterolemia. È un approccio solidamente dimostrato dalle evidenze? [Lettura 6 min] Dalla pubblicazione delle linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) del 2019 sulla gestione delle dislipidemie sono state sollevate obiezioni sull’abbassamento dei target di colesterolo LDL raccomandati, in particolare in prevenzione secondaria. Soprattutto da parte degli specialisti, dopo la pubblicazione di queste linee guida, l’approccio al trattamento è molto più aggressivo.   Nel 2022 la rivista Prescrire aveva pubblicato un articolo di commento esponendo considerazioni tuttora valide. Riassumo qui i concetti principali di quell’articolo che, nello stile di Prescrire , chiarisce quali sono le evidenze su cui si è basata l'ESC e pone alcune domande che mettono in dubbio quelli che potrebbero sembrare dogmi ormai indiscussi (che non esistono nella scienza). L’articolo solleva alcuni inter...

575 - DOAC score per la previsione del rischio emorragico

Per la stima del rischio emorragico nella terapia anticoagulante della fibrillazione atriale, il punteggio HAS-BLED è poco pratico e poco usato. Un nuovo punteggio sviluppato in pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti sembra offrire prestazioni migliori. [Lettura 4 min]   | Punti chiave | Il DOAC Score è un nuovo strumento sviluppato per stimare il rischio emorragico in pazienti con fibrillazione atriale in terapia con anticoagulanti orali diretti. Il punteggio ha dimostrato prestazioni superiori rispetto al tradizionale HAS-BLED, stratificando il rischio e tenendo in considerazione diversi fattori che aumentano il rischio emorragico. Nonostante alcune limitazioni, il DOAC Score potrebbe migliorare la personalizzazione della terapia anticoagulante, ottimizzando il rapporto rischio-beneficio. La terapia anticoagulante nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) richiede un attento bilanciamento tra la riduzione del rischio trombotico e l'aumento del rischio emorragico. ...