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537 - Gabapentinoidi e riacutizzazioni di BPCO

Nei pazienti con BPCO, l'uso di gabapentinoidi è stato associato a un aumento del rischio di esacerbazione grave. Un elemento in più per utilizzare con prudenza questi farmaci, spesso prescritti off-label. [Lettura 4 min] I gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) sono anticonvulsivanti indicati per il trattamento di epilessia, dolore neuropatico periferico e disturbo d'ansia generalizzato (pregabalin). In tutto il mondo la prescrizione è aumentata, in parte per un'eccessiva prescrizione off-label , in alcuni casi per la percezione che siano un'alternativa più sicura degli oppioidi. Diverse autorità regolatorie hanno emesso inviti alla prudenza, sia per i possibili effetti avversi, sia perché i gabapentinoidi non sono efficaci in molti degli usi off-label , esponendo i pazienti a effetti avversi potenzialmente gravi. La possibilità di causare depressione del SNC, con sedazione e depressione respiratoria, è stata segnalata sia negli studi sugli animali che sull'uomo...

536 - Incretinomimetici e ostruzione intestinale

Tra gli effetti degli incretinomimetici c'è anche il rallentamento del transito intestinale. È stato segnalato un aumento del rischio di ileo paralitico grave in diabetici trattati con questi farmaci. [Lettura 3 min] Gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA) e gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4i), sono comunemente utilizzati come farmaci di seconda/terza scelta per il diabete di tipo 2. I GLP-1 RA hanno dimostrato di ridurre il rischio cardiovascolare, a differenza dei DPP-4i. Gli effetti clinici dipendono dall'aumento dell'azione delle incretine (soprattutto GLP-1), con secrezione di insulina e riduzione della glicemia. L'aumento dell'effetto del GLP-1 riduce anche la motilità gastrointestinale con possibile stipsi. Nel corso degli anni, sono stati segnalati casi di ileo paralitico e ostruzione intestinale, effetti che non sono stati descritti negli studi randomizzati su questi farmaci. Una recente analisi di farmacovigilanza basata sul databa...

535 - Approccio alla terapia anticoagulante nella trombosi venosa

Per la terapia anticoagulante nei pazienti con trombosi venosa profonda ed embolia polmonare sono disponibili diversi farmaci. I fattori da tenere presente per la scelta del farmaco e per decidere la durata della terapia sono numerosi. [Lettura 10 min] La trombosi venosa profonda (TVP) e l'embolia polmonare (EP) sono forme di tromboembolia venosa (TEV). La terapia anticoagulante è alla base della terapia per la TEV, con lo scopo di prevenire le recidive, l’embolia e la morte, il cui rischio è maggiore nei primi 3-6 mesi dalla diagnosi. Dopo la terapia anticoagulante iniziale per i primi 5-10 giorni, i pazienti con TEV richiedono una terapia più prolungata. Nella definizione del tipo e della durata della terapia anticoagulante è importante tenere presenti alcuni concetti: TVP non provocata : non è presente un evento ambientale causale. TVP provocata : è causata da un evento noto (p.es. intervento chirurgico, ricovero, trauma,…). Fattori di rischio transitori : intervento chirurgico ...

534 - Un vademecum per gli inibitori di pompa

Introdotti più di 30 anni fa, sono farmaci efficaci e relativamente sicuri, ma serve una migliore pratica prescrittiva per evitarne la banalizzazione e i rischi dell'uso improprio a lungo termine. [Lettura 10 min] Gli inibitori di pompa sono farmaci tra i più efficaci nel trattamento dei disturbi legati all'acidità gastrica. Ciononostante, l'uso indiscriminato desta preoccupazioni sui rischi di un’ipocloridria a tempo indeterminato e possibili interazioni farmacologiche. Valutare e rivalutare costantemente l'adeguatezza dell'indicazione, delle caratteristiche dei pazienti, della posologia e della durata del trattamento è essenziale per la prescrizione responsabile di qualsiasi farmaco, inibitori di pompa compresi. In Italia, nel 2022, la classe di farmaci per i disturbi correlati all’acidità è al quinto posto dei consumi, dopo i farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina, vitamina D, ipolipemizzanti e antitrombotici (dati OsMed 2022). Gli IPP sono al primo...

533 - Agonisti del recettore GLP-1 e rischio di suicidio

Per questi farmaci, commercializzati negli ultimi 15 anni, non sono poche le segnalazioni di effetti avversi gravi, come tentativi di suicidio e atti di autolesionismo. Le schede tecniche europee non li menzionano ancora. [Lettura 4 min] Gli agonisti del recettore GLP-1 sono analoghi del GLP-1, una incretina intestinale. Il GLP-1 e gli agonisti del GLP-1 si legano a uno specifico recettore espresso in vari organi: oltre alle cellule beta pancreatiche con secrezione postprandiale di insulina, anche dotti pancreatici, mucosa gastrica, reni, polmoni, cuore, cute, cellule immunitarie e ipotalamo. Oltre al suo effetto sulla secrezione di insulina, il GLP-1 rallenta lo svuotamento gastrico e induce una sensazione di sazietà attraverso i recettori ipotalamici del GLP-1. In Europa sono disponibili exenatide (autorizzata nel 2006), liraglutide, dulaglutide, lixisenatide, semaglutide e tirzepatide, l’ultima approvata a fine 2022. All'inizio di luglio 2023, il Comitato Europeo di Farmacovigi...

532 - Terapia empirica della polmonite comunitaria

La polmonite comunitaria è una delle principali cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo. Nel contesto della medicina generale è utile saper gestire una terapia antibiotica empirica, in quanto una diagnosi microbiologica non è né pratica, né raccomandata. [Lettura 6 min] La polmonite acquisita in comunità (CAP) è un'infezione acuta del parenchima polmonare in pazienti che non hanno acquisito l'infezione in ospedale (polmonite nosocomiale). Le fasi della gestione dei pazienti con CAP sono: porre una diagnosi accurata : dimostrazione di un infiltrato polmonare (Rx torace, eco torace); definire il contesto terapeutico : la British Thoracic Society raccomanda l'uso dello score CURB-65  (confusione, azotemia, frequenza respiratoria, pressione arteriosa, età >65 anni) o del CRB-65 (senza azotemia) per stratificare il rischio e decidere se trattare a domicilio o in regime di ricovero; iniziare tempestivamente la terapia antibiotica . Gli schemi empirici di terapia anti...

531 - Attenti all'associazione tra ceftriaxone e lansoprazolo!

L'associazione tra ceftriaxone e lansoprazolo può aumentare in modo pericoloso l'intervallo QT e causare un'eccesso di mortalità. Meglio evitarla. [Lettura 3 min] Da alcuni anni era stato ipotizzato che l'associazione di ceftriaxone e lansoprazolo potesse avere un effetto aritmogenico clinicamente significativo. In una lettera pubblicata nel 2017 sul Journal of the American College of Cardiology , colleghi dell'università di Siena avevano segnalato il caso di un paziente ricoverato con polmonite. Al momento del ricovero, l'ECG del paziente mostrava un normale intervallo QTc (422 ms). Dopo l'inizio della somministrazione di ceftriaxone (2 g/d), un secondo ECG eseguito 3 giorni dopo non aveva alterazioni significative del QTc (417 ms). In ottava giornata il paziente segnalava un'epigastralgia ed è stato aggiunto lansoprazolo 30 mg/d. Dopo 2 giorni di trattamento in associazione si è sviluppato un prolungamento del QTc (475 ms), senza alterazioni elettroli...