[Tempo di lettura: 8 min] Dopo più di quarant’anni di utilizzo in terapia delle statine, è ormai assodato che, oltre all’indiscusso beneficio sulla riduzione del rischio cardiovascolare, questi farmaci aumentano il rischio di diabete di tipo 2 attraverso una serie di effetti metabolici. È un dato che va tenuto presente, soprattutto in prevenzione primaria. Le statine sono state scoperte negli anni ‘70 e sono in commercio da metà degli anni ‘80. Agiscono come ipocolesterolemizzanti inibendo la 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA (HMG-CoA) reduttasi, che catalizza la principale fase limitante della sintesi del colesterolo nel fegato. Hanno benefici ben assodati in termini di riduzione del colesterolo LDL e del rischio cardiovascolare. Da circa 20 anni, tuttavia, si è osservato un aumento del rischio di diabete nei pazienti trattati, dopo follow-up di 3-6 anni. La loro associazione con un aumento del rischio di diabete di nuova insorgenza ha portato la FDA ad approvare una revisione del...
Appunti per il medico di medicina generale. Uno spazio dedicato a terapia, farmacovigilanza, farmaci di scelta, consapevolezza prescrittiva nelle cure primarie. Prescrizione e uso razionale degli esami diagnostici.