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15 - Glucosamina e condroitinsolfato nell'artrosi

La rivista tedesca  arznei-telegramm (rivista indipendente di informazione sui farmaci, sotto molti aspetti analoga a Prescrire ) riporta uno studio sull'uso di integratori a base di glucosamina e condroitinsolfato come sintomatici nell'artrosi nel quale, nuovamente, non è stato riscontrata una differenza rispetto al placebo. Già nel 2013, nella campagna Choosing Wisely sulle buone pratiche cliniche (introdotta anche da noi dal movimento Slow Medicine ) era stato sconsigliato l'utilizzo di glucosamina e condroitinsolfato nella gonartrosi sintomatica. Ora uno studio sponsorizzato dall'industria conferma il giudizio negativo delle ricerche indipendenti. 164 pazienti con gonartrosi e dolore da moderato a grave (intensità da 4 a 8 su scala visiva analogica [VAS] fino a 10) hanno assunto 1200 mg di condroitina solfato più 1500 mg di glucosamina solfato o placebo una volta al giorno. Lo studio, che in origine era previsto per dodici mesi, è stato interrotto dopo s...

14 - Tiocolchicoside nelle banali contratture muscolari?

La rivista Prescrire  a volte si occupa di argomenti di terapia che, almeno io, consideravo consolidati nell'uso e sufficientemente sicuri, e spesso mi costringe a rivedere le mie idee. Questa volta nel mirino c'è il buon vecchio tiocolchicoside. Sul numero di febbraio di Prescrire (edizione francese) un trafiletto informa che il tiocolchicoside non è più rimborsabile in Francia, dopo che una commissione ne ha riconsiderato l'efficacia ("modesta a dir tanto") e la potenziale tossicità (alterazioni cromosomiche, possibile teratogenicità, infertilità maschile e cancro). Il tiocolchicoside è stato usato fin dagli anni '50 come miorilassante, nonostante la mancanza di dimostrazioni di efficacia oltre l'effetto placebo. È un derivato solforato semisintetico della colchicina, per cui i suoi effetti avversi sono probabilmente simili a quelli della colchicina stessa. Nelle banche dati di farmacovigilanza sono registrate segnalazioni di lesioni epatiche, pa...

13 - FANS e rischio cardiovascolare

È ormai ampiamente noto che i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) aumentano il rischio cardiovascolare. Lo aumentano tutti nello stesso modo? È indifferente la scelta quando è necessario utilizzare un antinfiammatorio? Una review di Prescrire prova a fare un po' di chiarezza sulla questione. La maggior parte degli studi che confrontano FANS riguardano inibitori della COX-2, diclofenac, ibuprofene e naprossene, mentre ci sono pochi dati sugli altri FANS. Nel 2013 è stata pubblicata una grande meta-analisi di studi randomizzati che confrontavano FANS e placebo o FANS e un altro FANS. Rispetto al placebo, è stato dimostrato un aumento statisticamente significativo del rischio di effetti avversi cardiovascolari gravi per gli inibitori della COX-2 e il diclofenac (circa +40%, con aumento degli infarti miocardici e delle morti per cause vascolari). Secondo questa e altre meta-analisi di studi randomizzati e controllati, l'ibuprofene ad alto dosaggio aumenta i rischi...

12 - Ipotiroidismo o aumento del TSH?

Tempo di lettura: 4 min Negli ematochimici di "routine" viene spesso richiesto il controllo del TSH (soprattutto per le donne), ed è molto frequente trovare aumenti, in particolare nelle fasce di età sopra i 65 anni. Dobbiamo dare tiroxina a tutte? Un gruppo del Regno Unito lo scorso anno ha pubblicato uno studio randomizzato su oltre 700 pazienti ultrasessantacinquenni con ipotiroidismo subclinico (aumento del TSH con fT4 normale) agli esami di laboratorio (TSH medio 6,4 mIU/L). Questi soggetti sono stati trattati con placebo o levotiroxina per raggiungere un livello di TSH normale (0,4-4,6 mIU/L). Nel follow-up di 1 anno, i punteggi standardizzati dei sintomi tiroidei e i punteggi per la valutazione dell'astenia non sono migliorati nel gruppo in trattamento attivo. Altri indici tra cui qualità della vita, forza di presa e BMI sono risultati simili nel trattamento attivo e nei gruppi placebo. È uno studio che dimostra in modo abbastanza convincente che...

11 - Metformina nell'insufficienza renale moderata

[Tempo di lettura: 2 min]  L'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato l'uso della metformina anche nell'insufficienza renale moderata (velocità di filtrazione glomerulare [GFR] tra 30 e 59 ml/min/1,73 m 2 ). Fino al 2015, le biguanidi erano generalmente controindicate nell'insufficienza renale moderata (GFR <60 ml/min). Riducendo le restrizioni all’uso, l’EMA ha tenuto conto di studi che suggeriscono che la metformina è sicura in dosi ridotte, sotto opportuno monitoraggio e con misure precauzionali anche in caso di insufficienza renale moderata. È tuttavia importante che i pazienti sappiano che devono smettere di assumere metformina quando insorgono malattie intercorrenti che aumentano il rischio di acidosi lattica, come diarrea grave o vomito. In chi utilizza metformina è anche necessario prestare una particolare attenzione se vengono prescritti farmaci che possono avere un effetto negativo acuto sulla funzione renale, come ACE-inibitori, sa...

10 - Rompere le compresse e aprire le capsule: è sicuro?

Rompere le compresse e aprire le capsule: è sicuro? - Blog Prescrivere

9 - ACE-inibitori e controllo della funzione renale

Gli ACE-inibitori (ACEI) e gli inibitori del recettore dell'angiotensina (ARB) sono farmaci per i quali è dimostrata l'efficacia nel trattamento dell'ipertensione, nello scompenso cardiaco, nella prevenzione della nefropatia diabetica ecc. Per questo motivo ne prescriviamo quotidianamente ai nostri pazienti. Tra le precauzioni nell'uso di questi farmaci c'è l'indicazione al controllo della creatininemia prima dell'inizio della terapia e dopo un paio di settimane, per verificare che l'aumento della creatininemia non superi il 20% rispetto ai valori iniziali. Un aumento della creatinina superiore al 20% può essere pericoloso e potrebbe indicare una patologia nefrovascolare (non è ben chiaro se smascherata dagli ACEI/ARB o indotta direttamente); pertanto, quando si utilizzano inibitori ACE, è importante il monitoraggio attento di creatinina e potassio. In uno studio condotto in UK, si è osservato che i pazienti che iniziavano un trattamento ...