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Visualizzazione dei post da gennaio, 2020

155 - Contraccettivi ormonali: depressione e suicidi nell'adolescenza

Tempo di lettura: 3 min Secondo uno studio di coorte prospettico internazionale, che ha arruolato e seguito dal 2005 al 2016 ragazze tra i 16 e i 25 anni, l'uso di contraccettivi orali potrebbe comportare un aumento dei sintomi depressivi nelle adolescenti. Oltre 1000 ragazze sono state inserite nello studio con l'obiettivo di valutare le conseguenze dell'utilizzo di contraccettivi orali a 16, 19, 22 e 25 anni. Sebbene non si osservasse un'associazione tra uso di contraccettivi e comparsa di sintomi depressivi, quando i gruppi venivano analizzati senza stratificazione per età, ci sarebbe invece un legame considerando solo le sedicenni (punteggio medio della scala usata per valutare la depressione: 0,40, rispetto allo 0,33 delle adolescenti che non assumevano contraccettivi). Le ragazze sedicenni che utilizzavano la pillola riferivano più spesso pianto, ipersonnia e disturbi alimentari rispetto alle coetanee che non assumevano contraccettivi ormonali. L'aument...

154 - Torasemide nello scompenso cardiaco

Tempo di lettura: 4 min Lo scompenso cardiaco è una patologia frequente in medicina generale la cui prevalenza aumenterà con l'invecchiamento della popolazione (in Italia è circa del 6% negli ultrasessantacinquenni e supera il 10% dopo gli 85 anni). Gli obiettivi della terapia nei pazienti con scompenso sono il miglioramento della qualità della vita, la prevenzione dei ricoveri ospedalieri e la riduzione della mortalità. I diuretici dell'ansa sono raccomandati dalle attuali linee guida per migliorare i sintomi di congestione e la capacità di esercizio fisico nei pazienti con scompenso in classe NYHA II-IV. Furosemide, torasemide e bumetanide (non in commercio in Italia) sono diuretici dell'ansa con diversi profili farmacocinetici e farmacodinamici. La biodisponibilità della furosemide è in media del 50%, con variazioni dal 10 al 100% (Gillman-Goodman), e può avere variazioni inter- e intraindividuali e modificarsi da un giorno all'altro; è influenzata dal cibo...

153 - Uso e limiti del saturimetro

Tempo di lettura: 5 min La saturazione di ossigeno dell'emoglobina (SaO2) riflette il contenuto di ossigeno nel sangue arterioso e l'emogasanalisi arteriosa è il metodo di misurazione di riferimento. La saturimetria è un metodo non invasivo per valutare indirettamente la saturazione di ossigeno dell'emoglobina nel sangue arterioso, (SpO2). Affidabilità . I saturimetri determinano la SpO2 utilizzando un metodo basato sull'emissione e la rilevazione luminosa emessa dal dispositivo, di solito posizionato sulla punta di un dito (mano o piede) o del lobo dell'orecchio. Il dispositivo è composto da un emittente e un sensore: viene emessa una luce a 660 nm (assorbita dalla deossiemoglobina) e a 940 nm (assorbita dall'ossiemoglobina). Il sensore rileva l'assorbimento alle due frequenze e calcola la percentuale di saturazione. Sulla base di una meta-analisi di 74 studi comparativi e di un rapporto di valutazione tecnologica di un ente governativo britannico su p...

152 - Antidepressivi e rischio cardiovascolare

Tempo di lettura: 3 min Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono farmaci antidepressivi introdotti alla fine degli anni '80 e in assoluto i più prescritti attualmente. La loro sicurezza cardiovascolare rispetto ai triciclici è stato uno dei motivi che ne ha fatto aumentare la prescrizione. Probabilmente, in termini assoluti, i triciclici restano gli antidepressivi con i maggiori effetti avversi cardiovascolari, ma negli ultimi anni sono sempre di più le osservazioni di problemi cardiovascolari anche durante la terapia con SSRI. Effetti proaritmogeni - Gli SSRI possono prolungare l'intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca. In una meta-analisi di 10 studi (2599 pazienti) che hanno confrontato gli SSRI con placebo, gli SSRI erano associati a un aumento dell'intervallo QTc di 6 millisecondi e il prolungamento era dose dipendente. Il citalopram era il farmaco associato al maggior allungamento del QTc. Per questo motivo viene racco...

151 - Sindrome delle gambe senza riposo e farmaci

Tempo di lettura: 6 min La sindrome delle gambe (RSL, restless leg syndrome ) è un problema comune, benigno e a volte autolimitantesi. La prevalenza nella popolazione generale varia dal 5% al 15% (a seconda della località geografica, gravità dei sintomi, criteri diagnostici utilizzati), ma solo un 2-3% avrebbe un effettivo significato clinico. Il rapporto donne:uomini è circa 2:1. La maggior parte dei casi è definita idiopatica, ma ci sono alcune condizioni predisponenti maggiormente associate alla RSL: disturbi neurologici (parkinsonismo, polineuropatie, stenosi del canale spinale), diabete, artrite reumatoide, ipotiroidismo, obesità, abuso di alcool e caffeina. Sono inoltre stati identificati numerosi farmaci che possono causare o peggiorare il disturbo. La RSL è più comune in alcune situazioni: carenza di ferro con o senza anemia, gravidanza (soprattutto nel terzo trimestre), insufficienza renale e alcune malattie del sistema nervoso centrale come la sclerosi multipla. La pre...

150 - Valutazione e terapia dei pazienti con polmonite comunitaria

Tempo di lettura: 8 min Le polmoniti comunitarie sono un problema frequente in medicina generale, particolarmente nella stagione influenzale. La diagnosi di polmonite viene posta in circa il 10% dei pazienti che si presentano al MMG con sintomi di infezione delle basse vie aeree.  L'incidenza in Italia è circa 1-2 casi/1000 abitanti/anno; negli anziani si stima un'incidenza annuale di 20-40 casi/1000 e 100-250/1000 nelle strutture di lungodegenza. L'esordio è spesso improvviso e la polmonite va sospettata in presenza di: Tosse associata ad almeno un sintomo quale espettorazione, dispnea, sibili o dolore toracico pleuritico; Comparsa di segni focali (crepitii, rantoli, ottusità percussoria); Almeno un sintomo sistemico (sudorazioni, febbre, mialgie) con o senza febbre >38°C. Negli anziani spesso la presentazione è atipica, con confusione mentale, incontinenza urinaria e cadute accidentali in assenza di tosse o febbre. Valutazione - La diagnosi differenziale ...

149 - Disturbi psichiatrici da montelukast

Tempo di lettura: 1 min Sul numero di settembre del bollettino di farmacovigilanza della MHRA (l'agenzia governativa britannica equivalente all'AIFA) viene segnalato il rischio di reazioni neuropsichiatriche nei soggetti trattati con montelukast. Le reazioni neuropsichiatriche sono state segnalate in adulti, adolescenti e bambini. In caso di effetti avversi di questo tipo è opportuna una rivalutazione del rapporto rischio/beneficio della continuazione del trattamento. È stata riportata una serie di sintomi neuropsichiatrici in associazione con il montelukast. Tra questi: nervosismo, disturbi del sonno, incubi, depressione e agitazione, aggressività (fino a 1 su 100 pazienti trattati con montelukast); disturbi dell'attenzione o della memoria (fino a 1 su 1.000); e, raramente, allucinazioni e comportamenti suicidari (fino a 1 su 10.000). Recentemente sono state segnalate anche reazioni neuropsichiatriche con disturbi del linguaggio (balbuzie) e sintomi ossessivo-c...

148 - La ripresa della terapia anticoagulante/antiaggregante dopo una emorragia

Tempo di lettura: 4 min Le emorragie gastroenteriche sono comuni in pazienti scoagulati per problemi cardiovascolari. Quando si verificano l'anticoagulante viene di solito sospeso prima dell'endoscopia diagnostica e, spesso, terapeutica. Non è sempre chiaro quando riprendere la terapia anticoagulante/antiaggregante in questo contesto (e la patata bollente viene spesso messa nelle mani del medico di famiglia!). Un gruppo di ricercatori spagnoli ha condotto uno studio di coorte retrospettivo a lungo termine che ha coinvolto 811 pazienti (età media 78,9 anni) che hanno avuto un'emorragia gastrointestinale mentre erano in terapia con antiaggreganti (~52%), anticoagulanti (~40%) o entrambi (~8%). Di questi pazienti, dopo una procedura endoscopica 653 hanno ripreso la terapia e 158 non hanno ripreso la terapia nel corso di un follow-up di circa due anni. Tra coloro che hanno riavviato la terapia, circa due terzi lo hanno fatto in ≤7 giorni (precoce) e il resto in >7 gior...